Nuovi impulsi agli investimenti sostenibili
Le imprese che investono in sostenibilità e innovazione possono beneficiare dei contributi in conto interessi messi a disposizione dalla Provincia Autonoma di Bolzano. L’obiettivo è duplice: rafforzare la competitività delle aziende e favorire la tutela dell’ambiente.
Prendiamo il caso di una falegnameria che decide di riqualificare il proprio capannone per ridurre il fabbisogno di energia legato al riscaldamento. Parallelamente, sceglie di investire in una nuova macchina CNC più efficiente e a risparmio energetico, in grado di diminuire gli scarti grazie a una lavorazione più precisa. Il progetto comprende inoltre un sistema di raffreddamento a circuito chiuso per limitare il consumo idrico, l’introduzione di veicoli elettrici per le consegne e l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto. Nel lungo periodo, queste misure dovrebbero consentire di abbattere i costi energetici e operativi, migliorando al contempo l’impatto ambientale dell’attività. Tuttavia, la fase iniziale richiede ingenti investimenti. Per sostenere le imprese nel percorso verso una maggiore sostenibilità, la Provincia Autonoma di Bolzano mette a disposizione alcuni strumenti dedicati.
In concreto, i contributi in conto interessi sono destinati a micro, piccole e medie imprese, oltre che alle cosiddette mid-cap (fino a 3.000 dipendenti), operanti in Alto Adige. Nel nostro caso, la falegnameria può accedere a un finanziamento compreso tra 30.000 e 500.000 euro, con durata massima di dieci anni. Il contributo è pari al 2,5% per i primi due anni: su un prestito di 100.000 euro, ad esempio, corrisponde a 2.500 euro annui, quindi 5.000 euro complessivi nel biennio. Per finanziamenti fino a 500.000 euro, l’ammontare dell’incentivo può raggiungere al massimo i 25.000 euro.
La normativa consente inoltre di combinare diverse linee di investimento: le imprese possono quindi richiedere più finanziamenti agevolati a fronte di progetti differenti, usufruendo più volte di tale incentivo. Condizione necessaria per ottenere il contributo è l’esibizione di una garanzia rilasciata da una cooperativa ad hoc oppure dal Fondo Centrale di Garanzia.
Criteri ESG e innovazione
Secondo quanto previsto dal protocollo d’intesa della Provincia, l’accesso alle agevolazioni è legato a investimenti riconducibili ai criteri ESG – ambientali, sociali e di governance – e all’innovazione.
“Tra gli investimenti ambientali più frequenti si annovereranno macchinari e impianti ad alta efficienza energetica, oltre al fotovoltaico e al rinnovabile”, spiega Matthias Schenk, responsabile del settore Asset Finance presso la Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige e specializzato nella consulenza e strutturazione di finanziamenti a medio-lungo termine per le imprese. “I criteri ESG comprendono anche investimenti nell’automazione dei processi produttivi, nell’isolamento e nella riqualificazione energetica degli edifici e nei sistemi intelligenti di gestione dell’energia. Vi rientrano inoltre la riduzione del consumo idrico e di materie prime, la mobilità elettrica, i tetti verdi e il recupero dell’acqua piovana.”
Sul piano sociale vengono sostenuti, tra gli altri, programmi di formazione dedicati alla sostenibilità, iniziative per il work-life balance e la creazione di condizioni eque tra le generazioni, ma anche progetti legati alla mobilità aziendale sostenibile, come piste ciclabili o soluzioni di trasporto per il personale. “Sono finanziabili anche gli interventi relativi alla sicurezza sul lavoro, particolarmente importanti in agricoltura e artigianato, dove l’attività fisica è spesso gravosa”, aggiunge Schenk.
L’ambito della governance comprende invece investimenti orientati a migliorare trasparenza e controllo aziendale: dall’integrazione dei criteri ESG nelle politiche di approvvigionamento e investimento, alla tracciabilità delle filiere, fino ai sistemi di monitoraggio delle emissioni e a una maggiore integrazione della sostenibilità nei processi decisionali.
Il protocollo d’intesa tra Provincia e istituti bancari aderenti individua complessivamente 22 aree: il quadro è volutamente ampio, così da favorire il maggior numero possibile di iniziative sostenibili e innovative.
La banca come punto di riferimento
Come si svolge concretamente l’iter? “L’imprenditore presenta il proprio progetto di investimento legato a uno degli ambiti ESG alla banca che, a seguito della valutazione della sua proposta, lo supporta nella predisposizione della domanda da inoltrare alla Provincia. Anche la gestione del contributo avviene direttamente tramite l’istituto di credito, offrendo al cliente un significativo sgravio”, spiega Schenk. “Le spese di evasione della pratica, inclusa la richiesta di finanziamento, sono contenute e corrispondono allo 0,5% dell’importo finanziato.” Nell’esempio della falegnameria, sarebbero pari a 500 euro a fronte di un finanziamento di 100.000 euro. Questi strumenti rispecchiano anche i principi delle Casse Raiffeisen che, in quanto banche cooperative, da sempre pongono al centro dei propri valori il sostegno a uno sviluppo regionale sostenibile.
Un impulso concreto al Piano Clima
L’iniziativa rientra nella strategia di sostenibilità e innovazione a lungo termine della Provincia Autonoma di Bolzano, focalizzata su transizione ecologica, responsabilità sociale e buona governance aziendale. L’obiettivo non è soltanto rispondere agli obblighi normativi, ma trasformare questi aspetti in veri motori di crescita per l’economia locale. Il programma resterà attivo fino al 31 luglio 2030 e, per il primo anno, prevede lo stanziamento di 2,5 milioni di euro. Attraverso questa misura, la Provincia punta inoltre a dare un contributo concreto all’attuazione del proprio Piano Clima.
Molte aziende stanno già adottando interventi sostenibili, spesso senza esserne pienamente consapevoli. “È incoraggiante vedere come le imprese si stiano già muovendo in questo ambito”, conclude Schenk. “Spesso è proprio in fase di richiesta degli incentivi che emerge quanti investimenti siano stati realizzati in direzione della sostenibilità.”
LA PAROLA ALL’ESPERTO
Matthias Schenk, responsabile del settore Asset Finance presso la Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige
“L’accesso all’incentivo è semplice e snello”. Le banche svolgono un ruolo centrale nell’attuazione di questa misura di sostegno. Fungendo da collegamento con la Provincia Autonoma di Bolzano, assistono le aziende lungo tutto il percorso.
Chi può accedere al contributo interessi?
Possono beneficiare dell’iniziativa le micro, piccole e medie imprese, così come quelle di dimensioni maggiori (mid-cap fino a 3.000 dipendenti) con sede o stabilimento produttivo in Alto Adige. La misura è rivolta anche al settore agricolo: tra gli investimenti finanziabili rientrano, ad esempio, trattori con sistemi GPS, tecnologie per ottimizzare l’utilizzo delle risorse produttive e strumenti basati su sensori per una riduzione e un impiego più mirato dei fitofarmaci.
Qual è il ruolo delle banche?
Gli istituti di credito rappresentano il punto di riferimento e il principale interlocutore per le imprese durante tutto l’iter. Agendo come intermediari tra gli imprenditori e la Provincia, garantiscono un accesso all’agevolazione ampio, rapido e con procedure semplificate.
Quali altri vantaggi offre questo contributo?
I contributi in conto interessi possono essere combinati con altre misure, come la Nuova Sabatini o gli incentivi fiscali legati agli ammortamenti, nel rispetto delle intensità massime previste dalla normativa. Il sostegno viene erogato in regime “de minimis”*: ciò significa che l’ammontare complessivo degli aiuti concessi a una singola impresa non può superare i 300.000 euro nell’arco di tre esercizi fiscali. È inoltre possibile estinguere anticipatamente il finanziamento senza perdere il contributo già ricevuto.
Quale effetto dovrebbe avere la misura a lungo termine?
Quello di facilitare l’accesso alla liquidità e incentivare investimenti orientati alla sostenibilità e all’innovazione, così da rafforzare la competitività delle PMI altoatesine. Molte aziende hanno già avviato percorsi in questa direzione: l’obiettivo è sostenere e consolidare ulteriormente questo impegno. La sostenibilità deve essere vista come un’opportunità, non come un onere.
*Gli aiuti “de minimis” sono contributi di importo limitato, concessi alle imprese dallo Stato o dalla Provincia che, secondo la normativa UE, non alterano la concorrenza.

