Mangiare bene senza rinunce: ciò che conta davvero
Oggi l’alimentazione è molto più di una semplice scelta quotidiana: influisce su salute, benessere e prestazioni, ma è anche condizionata da tendenze, mode e informazioni spesso contrastanti. Per fare chiarezza, abbiamo intervistato la nutrizionista Hanna Thuile.
Sig.ra Thuile, di cosa si occupa una terapista nutrizionale e cosa la distingue da una consulente per l’alimentazione?
Hanna Thuile. La prima segue persone che convivono con patologie per le quali il regime alimentare rappresenta una componente fondamentale del trattamento, come diabete, malattie gastrointestinali, allergie, intolleranze o disturbi del comportamento legato al cibo. Il suo intervento è personalizzato, si basa su evidenze scientifiche e, nella maggior parte dei casi, si inserisce in un contesto medico, con l’obiettivo di alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita. Si tratta di una professione disciplinata, con un percorso formativo riconosciuto dallo Stato e integrato nel sistema sanitario. La consulenza nutrizionale, invece, non è regolamentata e si rivolge principalmente a persone sane che desiderano prevenire problemi di salute o raggiungere specifici obiettivi di benessere. In questo caso vengono forniti consigli generici, senza finalità terapeutiche.
Con quali problemi si rivolge a Lei la maggior parte delle persone?
Le richieste più frequenti riguardano disturbi digestivi, intolleranze alimentari, malattie metaboliche e problemi legati al peso corporeo. Molti chiedono supporto anche per gestire stanchezza persistente, fame emotiva o abitudini alimentari influenzate dallo stress. In questi casi, non si tratta solo di fornire informazioni ma, in primo luogo, di individuare strategie personalizzate da integrare nella vita di tutti i giorni. Seguo anche gli atleti, sia amatoriali che professionisti, aiutandoli a ottimizzare prestazioni, recupero e preparazione alle gare.
Che influenza ha l’alimentazione su concentrazione e prestazioni nella vita lavorativa?
Incide sulle nostre capacità cognitive più di quanto crediamo. Mantenere stabili i livelli di glicemia aiuta a preservare concentrazione, equilibrio e resistenza mentale nel corso della giornata. Al contrario, pasti irregolari, una scarsa idratazione o un’alimentazione poco equilibrata possono favorire affaticamento, irritabilità e cali di attenzione. Ciò che fa la differenza è lo stile di vita nel suo complesso.
Quali sono gli errori alimentari più frequenti?
Uno dei più comuni è saltare i pasti, spesso per mancanza di tempo, stress o nel tentativo di ridurre l’apporto calorico: questo comportamento può favorire attacchi di fame e spuntini frequenti. Anche mangiare velocemente rende più difficile ascoltare i segnali naturali di fame e sazietà. Nel lungo periodo, una routine alimentare regolare e un rapporto equilibrato con il cibo sono più efficaci di diete rigide o continue rinunce. Inoltre, molti consumano poche verdure e legumi, privilegiando per abitudine pasta, riso e patate. Miglio, orzo, grano saraceno o farro rappresentano valide alternative, ma sono ancora poco conosciuti.
Cosa si nasconde dietro l’alimentazione emotiva e come la si affronta dal punto di vista terapeutico?
Non va interpretata come una debolezza, bensì come una strategia appresa per gestire le emozioni. In questi casi il cibo viene utilizzato non per rispondere a un reale senso di fame, ma per trovare conforto, gratificazione o sollievo dallo stress. Il percorso terapeutico aiuta a riconoscere questi meccanismi, a individuarne le cause e a sviluppare modalità alternative per affrontare tali emozioni. Parallelamente, si lavora per costruire abitudini più regolari.
Quali tendenze attuali ritiene sensate e quali invece discutibili?
Ritengo positivo il crescente interesse verso un’alimentazione prevalentemente vegetale, ricca di fibre e orientata alla varietà e alla sostenibilità. Al contrario, guardo con scetticismo alle tendenze che promuovono divieti rigidi, diete estreme o rimedi miracolosi. Le evidenze scientifiche indicano che i risultati migliori si ottengono attraverso equilibrio e abitudini sostenibili nel tempo, piuttosto che con approcci radicali. Nutro inoltre qualche perplessità nei confronti della crescente diffusione di prodotti proteici altamente processati e dell’uso indiscriminato di integratori alimentari: sebbene possano essere utili, dovrebbero rappresentare un supporto a una dieta equilibrata, non il suo sostituto.
L’intolleranza a lattosio e fruttosio e le allergie sono davvero in aumento o si tratta di una moda?
Nel caso delle allergie si osserva effettivamente un aumento dei casi, anche se le cause non sono ancora del tutto chiare e probabilmente dipendono da una combinazione di fattori (ambientali, alterazioni del microbioma e altri elementi legati allo stile di vita). Per quanto riguarda le intolleranze, incidono molto anche strumenti diagnostici più accurati e una maggiore attenzione al tema. Allo stesso tempo, oggi, molti disturbi tendono a essere associati più facilmente all’alimentazione. Per questo, è importante evitare di escludere in autonomia determinati cibi, rivolgendosi sempre a professionisti qualificati.
Tra bambini e adolescenti, sono in aumento sovrappeso e disturbi alimentari. Qual è l’approccio terapeutico corretto?
In questi casi, è fondamentale molta sensibilità. L’obiettivo non dovrebbe essere la perdita di peso in sé, bensì l’incentivazione di abitudini alimentari sane e di un rapporto positivo con il proprio corpo. Pasti regolari, una routine ben strutturata e un clima sereno intorno al cibo rappresentano elementi essenziali. Spesso il lavoro terapeutico coinvolge anche i genitori, affinché possano fungere da esempio. In presenza di disturbi alimentari è invece importante intervenire tempestivamente, affidandosi a centri specializzati che garantiscano una presa in carico multidisciplinare, con il coinvolgimento di medici, psicologi e terapisti nutrizionali.
Qual è il consiglio alimentare concreto che darebbe ai nostri lettori?
Seguite un’alimentazione varia, equilibrata e il più possibile basata su alimenti freschi, adattandola alla vostra quotidianità. Più che rincorrere le mode del momento, è importante adottare abitudini semplici e sostenibili nel tempo. Verdura, frutta, legumi e cereali integrali dovrebbero costituire la base dell’alimentazione, affiancati da fonti proteiche e grassi di qualità. Anche la regolarità dei pasti, un’adeguata idratazione, una cucina poco elaborata e il piacere di mangiare svolgono un ruolo fondamentale. La costanza conta molto più della perfezione.
CENNI BIOGRAFICI – Hanna Thuile
Laureata in Scienze dell’alimentazione (BSc, MSc) all’Università di Vienna e terapia nutrizionale applicata (BSc in Health Studies) all’Università di Scienze Applicate di St. Pölten, è membro dell’Associazione tedesca per le allergie e l’asma (DAAB) e della Società austriaca per la nutrizione sportiva (OEGSE), oltre ad aver frequentato corsi di formazione in salute femminile (FEM-Academy OG) e nel campo dei disturbi alimentari (Francoforte). Inoltre, è nutrizionista sportiva certificata (ISMB-Austria), membro della FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) e, dal 2024, segue la nazionale di slittino su pista artificiale. Dal 2019, è terapista nutrizionale e dietista con uno studio privato a Gargazzone. Informazioni: www.ernaehrung-thuile.it

