La Borsa è guidata dalle persone
Le crisi internazionali e i conflitti armati stanno influenzando il contesto economico mondiale, generando una crescente incertezza sui mercati finanziari. In questo scenario, quale strategia devono adottare i risparmiatori? Ne abbiamo parlato con l’esperto di Borsa Hans A. Bernecker, relatore al Simposio degli investitori del Raiffeisen InvestmentClub di quest’anno, che ci propone un’approfondita lettura dell’attuale contesto.
Quali modelli ricorrenti emergono dalla Sua analisi dei mercati nel dopoguerra?
Hans A. Bernecker. L’andamento dell’economia dopo un conflitto armato è determinato da presupposti, motivazioni e obiettivi profondamente diversi rispetto ai periodi di pace: si tratta di un fenomeno ricorrente nella storia, purtroppo, difficilmente evitabile. Anche i casi più recenti, come quelli di Ucraina e Iran, lo confermano. La ripresa economica segue logiche e parametri differenti rispetto alle fasi di stabilità. Ne deriva un modello comportamentale che coinvolge la società del Paese interessato, il suo contesto e l’economia nel suo complesso, impegnati in un processo di ricostruzione dopo le conseguenze materiali del conflitto. È proprio in questa fase che si sviluppa la dinamica dell’andamento futuro.
Quali fattori influenzano i mercati finanziari?
La Borsa è guidata dalle persone, dai loro sentimenti, percezioni e aspettative, nonché dal modo in cui questi si riflettono nelle decisioni finanziarie. In tempi di pace, nella valutazione di tendenze e prospettive prevalgono elementi più oggettivi e misurabili. Innovazioni, come l’intelligenza artificiale, spesso generano fasi di euforia seguite da correzioni, da cui poi emerge un trend di lungo periodo. Questo schema si ripete dalla rivoluzione industriale, avviata dall’introduzione della macchina a vapore alla fine del XVIII secolo, fino agli sviluppi più recenti, come la nascita dell’industria tecnologica con l’avvento dei computer IBM.
Qual è il peso emotivo e psicologico nelle scelte finanziarie?
La valutazione di tutti gli eventi è fortemente guidata da emozioni e dinamiche psicologiche, in particolare, dalle aspettative. Negli ultimi due anni, questo fenomeno è stato osservato con particolare attenzione nel settore dell’IA. L’interesse è diffuso e quasi tutti vogliono partecipare come investitori; quelli americani sono tra i più reattivi e con la maggiore propensione al rischio. Secondo numerosi sondaggi, i risparmiatori privati negli Stati Uniti – che impiegano le proprie risorse in larga parte per finalità previdenziali – destinano circa l’80% del proprio patrimonio a titoli tecnologici, confidando nelle aziende, nei loro obiettivi e nei risultati attesi. Per questo, secondo le più recenti statistiche, gli USA risultano oggi tra i Paesi più ricchi al mondo in termini pro capite, avendo superato per la prima volta la Svizzera.
Come valuta l’impatto delle attuali crisi globali sui mercati finanziari?
Prendiamo l’esempio dell’Ucraina: in questo conflitto non si prospetta una vera e propria vittoria militare, ma piuttosto una pace con cui entrambe le parti dovranno confrontarsi. Una volta raggiunto il cessate il fuoco, inizierà la fase di ricostruzione. Per l’Ucraina, si stimano costi nell’ordine di 2–2,5 miliardi di euro, anche se la reale entità resta difficile da definire con precisione. Per un Paese di queste dimensioni, con una popolazione di circa 36 milioni di abitanti (al netto di rifugiati e territori occupati), ciò comporterebbe investimenti pari al 10–15% del PIL annuo. Si tratta di un ordine di grandezza comparabile a quello dei programmi di ricostruzione degli Stati europei dopo la Seconda guerra mondiale, come il Piano Marshall.
Quale ruolo svolge attualmente l’Europa in questo contesto di tensioni globali?
Rispetto a Stati Uniti e Cina, ma anche a Russia e, in prospettiva, India, il Vecchio Continente ha progressivamente perso rilevanza economica. In questo contesto, diventa fondamentale un posizionamento in politica estera estremamente equilibrato e strategico, anche se difficilmente realizzabile. L’Unione europea, composta da 27 nazioni, richiederebbe una rappresentanza unitaria in termini di governance, cosa che nella pratica risulta complessa. Da questa frammentazione possono emergere approcci politici differenti, che richiedono nuove strutture contrattuali e decisionali. La situazione di partenza era stata già delineata da cinque economisti tedeschi in un ricorso alla Corte costituzionale federale, all’epoca non accolto. Nel tempo, le loro argomentazioni si sono rivelate ampiamente fondate.
Cosa significa questa analisi per gli investitori?
La selezione degli investimenti si basa sulla qualità, sia nelle tendenze di lungo periodo – come l’intelligenza artificiale – sia nell’ottica della sicurezza e della solidità del rendimento. Questa distinzione è diventata particolarmente evidente negli ultimi anni. Circa il 70% delle decisioni segue le logiche dei grandi operatori istituzionali, come fondi pensione, fondi d’investimento e compagnie assicurative. Per questo è fondamentale sapersi orientare tra le tendenze dominanti, mantenendo un elevato livello informativo. BlackRock, attualmente il più grande gestore patrimoniale al mondo, amministra circa 14.000 miliardi di dollari, di cui oltre un terzo in ETF, con un’esposizione diffusa sull’intero mercato azionario globale. Il volume complessivo detenuto, insieme agli altri principali operatori, raggiunge circa 70.000 miliardi di dollari. Sono in larga parte questi attori a dettare le tendenze.
Quanto è importante la diversificazione in un contesto di crisi?
È un principio fondamentale degli investimenti. Le persone più flessibili seguono le tendenze del momento, mentre chi non si espone al mercato punta a mantenere la liquidità, ad esempio, su un libretto di risparmio. La differenza è evidente: negli ultimi dieci anni, chi ha investito in azioni di qualità ha ottenuto rendimenti superiori di 5,6 volte rispetto ai tradizionali strumenti di risparmio (obbligazioni). Le azioni rappresentano partecipazioni in imprese reali, in cui si lavora e si genera valore aggiunto, un aspetto che le distingue strutturalmente dagli investimenti puramente difensivi.
Che consiglio si sentirebbe di dare ai risparmiatori in questo momento?
Restare al passo con i tempi, mantenendo una solida base di conoscenze e la coerenza nelle proprie scelte. Le azioni rappresentano un capitale di rischio con opportunità elevate, mentre le obbligazioni sono strumenti più difensivi privi di potenzialità.
CENNI BIOGRAFICI – Hans A. Bernecker
Hans A. Bernecker è considerato uno dei più rinomati esperti di Borsa nell’area germanofona. Dopo gli studi in Economia politica a Colonia e Amburgo, ha sviluppato una profonda passione per i mercati finanziari. Da oltre 60 anni è una delle figure di riferimento del team di “Die Actien-Börse”, la pubblicazione di punta delle newsletter firmate Bernecker, tra le più seguite e apprezzate in Germania nel settore dell’informazione finanziaria.

