Numero 02/26 -

Generazione argento: non anziani, ma esigenti

Non capelli grigi, ma color argento! Quello che un tempo era considerato “vecchio”, oggi è un target in crescita, esigente e con un elevato potere d’acquisto.

La nostra società sta invecchiando costantemente e il numero di “anziani” è in continua crescita. Ma attenzione: oggi questo termine non si usa più! Per riferirsi alle persone di età dai 60 anni in su, si preferisce parlare di generazione argento. Tra il 2000 e il 2050, la popolazione mondiale aumenterà di circa la metà, mentre gli ultra-sessantenni faranno un balzo del 330%! In Italia, sempre nel 2050, oltre un terzo della popolazione sarà over 65.

 

Questi sviluppi stanno trasformando anche la nostra percezione della vecchiaia. Gli studi dimostrano che molti si sentono più giovani – da 10 a 20 anni – rispetto alla loro età biologica. “Il crescente benessere ha portato le persone a essere in forma più a lungo, ma anche a vivere di conseguenza”, spiega il futuro-logo David Bosshart, che si occupa di megatrend, abitudini di consumo e intelligenza artificiale e umana. “Al contempo, però, aumenta anche la pressione per uno stile di vita in linea con tale trend. Nel settore turistico e sanitario, da oltre 30 anni, osserviamo una forte tendenza verso il wellbeing e l’auto-ottimizzazione: la cosiddetta longevity è diventata un vero e proprio culto difficile da ignorare”.

Varietà anziché stereotipi

Il termine “pensionato” è ormai superato. Oggi, andare in pensione non significa essere messi da parte, al contrario, spesso rappresenta l’inizio di una fase di nuova libertà e opportunità. I figli sono fuori casa, il mutuo è estinto: è il momento di dedicarsi a hobby, viaggi, volontariato e nuovi progetti. Tuttavia, l’immagine del danaroso ultracinquantenne che viaggia per il mondo senza preoccupazioni non riflette la realtà.

 

La generazione over 60 è estremamente diversificata e molti rifiutano di essere classificati in una fascia d’età. “Definire le categorie anagrafiche è qualcosa di artificiale”, afferma Bosshart. “Conosco una persona di 105 anni che, per le sue abitudini quotidiane, risulta decisamente più giovane rispetto a molti quarantenni o addirittura venticinquenni”. Per questo motivo, gli esperti parlano sempre più spesso di stili di vita, contesti o atteggiamenti, piuttosto che di rigide classificazioni basate sull’età.


Il valore del tempo

Parallelamente, cresce la consapevolezza di trovarsi in una fase avanzata della vita e che il tempo a disposizione è limitato e prezioso. “Oggi ci preoccupa soprattutto l’aumento delle malattie croniche, molto costose. Dobbiamo quindi concentrarci maggiormente sugli anni ‘spensierati’”, afferma Bosshart. Gli studi dimostrano che, tra i 40 e i 70 anni, la soddisfazione personale rimane stabile o cresce leggermente, mentre tende a calare solo in seguito.

 

Diventeremo tutti clienti esperti

Questa maggiore consapevolezza si riflette anche nelle abitudini dei consumatori. I cosiddetti “giovani anziani” sono considerati esigenti e selettivi: viaggiano molto, puntano sulla qualità e sono attenti al prezzo. Molti godono di una buona situazione finanziaria, spesso migliore rispetto alle generazioni più giovani, e possiedono un elevato potere d’acquisto.


“Nel marketing, con la generazione dei baby boomer, abbiamo assistito a un’espansione decennale dei prodotti di marca e dei servizi, perché all’epoca c’erano molti giovani e pochi individui più anziani”, spiega il futurologo Bosshart. “Negli ultimi vent’anni, invece, i giovani sono sempre meno numerosi e le persone mature stanno diventando il target più ampio e ambito, proprio perché hanno tempo e spesso dispongono anche di note- voli risorse economiche”. Sempre più aziende adattano i loro servizi in modo mirato agli over 50, creando nuovi prodotti e mercati. Particolarmente richiesti sono i servizi nei settori turistico, gastronomico, sanitario e nell’industria cosmetica e della bellezza. Ma anche in altri ambiti – come urbanistica, mobilità, edilizia residenziale o istruzione – l’invecchiamento della popolazione lascia il segno.


Finanze e contesto personale

La generazione degli ultracinquantenni è molto attenta alle questioni finanziarie. “Bisogna gestire bene il denaro, perché a 70 anni le esigenze sono diverse rispetto a 30”, afferma Michael Santa, vicedirettore della Cassa Raiffeisen Schlern-Rosengarten. “La principale domanda da porsi”, prosegue Bosshart, “è: di quanto reddito avrò bisogno nella terza età? Spesso siamo troppo ottimisti. Le ricerche confermano che, dopo il pensionamento, servono risorse maggiori di quanto immaginiamo, soprattutto per recuperare il tempo perduto in termini di hobby, vacanze o relazioni personali”. Oltre alle finanze, è fondamentale considerare anche un’eventuale successione aziendale, le questioni ereditarie, il bisogno di assistenza e il testamento biologico. Anche investimenti e assicurazioni vanno riviste regolarmente: alcune polizze possono diventare superflue, altre più importanti.

Il dibattito sull’invecchiamento della società riguarda sempre più i sistemi pensionistici, le cure delle persone non autosufficienti e la durata della vita lavorativa. Per affrontare queste sfide, i governi reagiscono con programmi e adeguamenti legislativi, ma devono rivolgere l’attenzione anche a temi quali la prevenzione della povertà in età avanzata, la sostenibilità delle pensioni e un’assistenza sanitaria adeguata.

 

Secondo David Bosshart, non bisogna concentrarsi solo sugli aspetti finanziari: “Mi sembra più importante il contesto personale, ovvero la sostenibilità socioeconomica. Su chi posso contare? Quanto è ampia la mia rete di relazioni affidabili? Con l’aumento delle coppie senza figli e dei single, cresce il valore della piccola famiglia intergenerazionale che si sostiene a vicenda. La demografia stessa ci insegna che “meno ci aspettiamo dallo Stato in futuro, più saremo capaci di organizzarci e trovare nuove soluzioni”.

Frau um die 60 sitzt gesund, gelassen, barfuß auf einem Holzboden. Lächelnd, mit Handy in der Hand.

LA PAROLA ALL’ESPERTO: “Over 60, curiosi e padroni delle proprie scelte”

Michael Santa, Il vicedirettore della Cassa Raiffeisen Schlern-Rosengarten descrive i clienti meno giovani come persone esperte e attente alla qualità.

Sig. Santa, come vede l’attuale generazione dei senior?

Michael Santa. Oggi, non abbiamo più a che fare con anziani nel senso tradizionale del termine: i cosiddetti best ager sono in forma, dinamici e interessati, hanno voglia di imparare e sono esigenti in termini di qualità. Non si considerano “vecchi” e non vogliono essere trattati come tali.

 

Quali sono le principali preoccupazioni di questa fascia d’età?

Per molti, al termine della carriera lavorativa, emerge la domanda se la pensione sarà sufficiente a mantenere il tenore di vita abituale e a coprire le spese quotidiane, come affitto, riscaldamento, assicurazione o generi alimentari. Con l’avanzare dell’età, possono inoltre insorgere problemi di salute e, di conseguenza, anche i costi per cure mediche e assistenza assumono un ruolo rilevante. Infine, ha un suo peso anche la pianificazione successoria, che idealmente andrebbe regolata attraverso un testamento.

 

Molti devono anche sostenere economicamente i figli…

Sì, soprattutto nell’acquisto della casa.

Tuttavia, prima di offrire aiuto, è importante chiedersi se le risorse disponibili saranno sufficienti per sé stessi: nessuno, in età avanzata, vuole diventare un peso per i propri familiari. Per questo, consiglio di stipulare un’assicurazione long term care, che in caso di bisogno garantisce una rendita vitalizia.

 

Come investono i nuovi “anziani”?

Dipende dalla situazione patrimoniale. In linea generale, le persone più mature tendono a privilegiare soluzioni che preservano il valore del capitale, perché la sicurezza diventa un fattore preponderante. In ogni caso, il denaro che non serve nel breve termine può essere investito in modo più redditizio.

 

E qual è il loro rapporto con la digitalizzazione?

Per i meno giovani, la consulenza personale rimane fondamentale. Mentre alcuni incontrano ancora qualche difficoltà con le soluzioni digitali, la maggior parte ha familiarità con la tecnologia ed è disposta a imparare. La Raiffeisen App, ad esempio, è ormai così semplice e intuitiva che quasi tutti riescono a utilizzarla senza problemi.