Magazine 01/19 -

Là dove permacultura e varietà sono di casa

Walter Margesin del maso Paulwirterhof di Marlengo è stato uno dei primi in Alto Adige ad occuparsi in modo intensivo di permacultura, facendo proprio questo metodo.

Walter Margesin ha sentito parlare di permacultura nel 2002, durante una trasmis­sione televisiva dedicata al “ribelle dell’agricoltura” Sepp Holzer di Lungau, rimanendo subito affascinato da questo metodo di coltivazione.

Economia circolare sostenibile

Il termine permacultura proviene dall’­inglese “permanent agriculture” e designa una forma ­sostenibile di agricoltura. Questo metodo persegue la creazione di cicli naturali dal funzionamento duraturo, nonché di un sistema autoregolante che richiede interventi minimi. Un paesaggio permaculturale compiuto può essere oggi ammirato al maso Paulwirterhof, dove cresce un’ampia scelta di frutti e ortaggi. Complessivamente, vengono coltivate oltre 150 varietà, raccolte in un arco temporale di sette mesi. “Lavoriamo in armonia con la natura, laddove la multifunzionalità gioca un ruolo fondamentale. Gli elementi interagiscono reciprocamente e tutto ciò che cresce fa parte del sistema: insetti, animali, ma anche acqua e luce. Per noi, non esistono insetti dannosi”, spiega Walter con grande orgoglio.

Varietà ortofrutticole straordinarie

“Presso il nostro maso, ad esempio, crescono 50 diverse tipologie di mele, tra cui anche varietà rare come Gulderling, Kronprinz Rudolf, Goldrenette, Renetta Canada o Calvilla Bianca ­d’Inverno”, prosegue Margesin. Qui, vengono coltivati anche kiwi, noci, pere, lamponi, ribes, cachi, cotogne, albicocche, fichi, zucche, susine Regina Claudia e visciole, mentre tra i frutteti trovano spazio piante come ontani, acacie e frassini. L’acqua gioca naturalmente un ruolo essenziale, con un laghetto naturale e punti di approvvigionamento idrico aperti per piante e animali. Ethical Banking supporta questo eccezionale progetto con un finanziamento agevolato della linea “agricoltura biologica”.