{"id":8644,"date":"2020-12-10T00:30:43","date_gmt":"2020-12-09T22:30:43","guid":{"rendered":"http:\/\/magazin.raiffeisen.it\/?p=8644"},"modified":"2021-12-10T16:24:44","modified_gmt":"2021-12-10T14:24:44","slug":"economia-neve-loro-bianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/economia-neve-loro-bianco\/","title":{"rendered":"Economia \u2013 Neve, l\u2019oro bianco"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Fenomeno complesso e affascinante, la neve \u00e8 meraviglia della natura, idillio e divertimento, purtroppo talvolta anche una terribile minaccia quando si trasforma in valanga. Oltre a costituire un indispensabile riserva per l\u2019approvvigionamento idrico, con il suo specchio bianco rallenta in modo efficace il riscaldamento globale. Inoltre, senza questo elemento naturale, l\u2019Alto Adige non riscuoterebbe tanto successo con il turismo invernale, settore fondamentale per l\u2019intera societ\u00e0.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<hr class=\"black-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Un piacere fugace<\/h2>\n<p>La neve ci ammalia sin da bambini. Basta chiudere gli occhi per ricordare i lunghi pomeriggi trascorsi tra slittino, pupazzi e pallate di neve e la gioia di quando, alla Vigilia di Natale, la nonna infilava una candela nella neve davanti casa, affinch\u00e9 il Bambin Ges\u00f9 potesse trovare la strada. Senza neve non era festa. Oggi, invece, il Bianco Natale \u00e8 un\u2019eccezione, quanto meno nel fondovalle. Ogni anno le temperature aumentano, le nevicate si fanno pi\u00f9 rare, il limite delle nevi si sposta sempre pi\u00f9 in alto e quand\u2019anche nevica a valle, le candide fioccate si trasformano rapidamente in grigia fanghiglia. Agli abitanti resta l\u2019amaro in bocca, mentre l\u2019industria del turismo si trova dinanzi a una vera minaccia.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Un fattore economico<\/h2>\n<p>Nella stagione invernale 2019\/20, l\u2019Alto Adige ha registrato quasi <strong>2,3 milioni di arrivi e 9,7 milioni di pernottamenti.<\/strong> A causa del coronavirus, i numeri sono calati di quasi un quarto rispetto all\u2019anno precedente, ma se si considera soltanto il periodo fino a febbraio 2020, si evince un aumento del dieci percento circa.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]La prosperit\u00e0 non riguarda solo alberghi e impianti di risalita, bens\u00ec tutto l\u2019Alto Adige, dove il turismo \u00e8 il volano della crescita economica, con oltre 13.000 aziende e circa 33.000 occupati. Indirettamente, questo ramo arricchisce anche altri settori importanti come edilizia, commercio al dettaglio e artigianato. Le aziende altoatesine sono specializzate, e alcune addirittura leader nel mondo, nel segmento delle tecnologie alpine, funiviarie e degli impianti di innevamento, ma il know-how acquisito in montagna permette di avere successo anche in altri contesti, come con l\u2019impiego di funivie nella mobilit\u00e0 urbana. Anche l\u2019Istituto per la medicina d\u2019emergenza in montagna dell\u2019EURAC \u00e8 annoverato tra le istituzioni modello della regione.<\/p>\n<p>L\u2019esperto di turismo Thomas Bausch riferisce che, secondo l\u2019ASTAT, in Alto Adige il settore turistico rappresenta l\u201911% del valore aggiunto totale, ma non finisce qui. Considerando l\u2019indotto delle realt\u00e0 che beneficiano dei flussi, come artigianato e commercio al dettaglio, nonch\u00e9 i consumi degli occupati dei vari settori, che insieme costituiscono un ulteriore 5\u20136 percento, si pu\u00f2 affermare che il turismo costituisce oltre il 16 percento del valore aggiunto totale. Inoltre, il turismo genera molto pi\u00f9 di un quarto della produzione economica complessiva, settore pubblico a parte.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row_content&#8221; bg_type=&#8221;image&#8221; bg_override=&#8221;full&#8221; el_class=&#8221;hidden-phone&#8221; gmbt_prlx_bg_type=&#8221;parallax&#8221; gmbt_prlx_break_parents=&#8221;0&#8243; gmbt_prlx_opacity=&#8221;100&#8243; gmbt_prlx_video_aspect_ratio=&#8221;16:9&#8243; gmbt_prlx_parallax=&#8221;none&#8221; gmbt_prlx_speed=&#8221;0.3&#8243;][vc_column]<div class='gambit_parallax_row' data-bg-align='' data-direction='fixed' data-opacity='100' data-velocity='-0.3' data-mobile-enabled='' data-bg-height='800' data-bg-width='1200' data-bg-image='https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Raiffeisen-Skigebiet-im-Winter.jpg' data-bg-repeat='true' style='display: none'><\/div><div class=\"ult-spacer\" style=\"height:350px;clear:both;display:block;\"><\/div>[vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"image-subtext-white\">Per molti comprensori sciistici la neve artificiale \u00e8 diventato un must<\/div>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:10px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][vc_column][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;visible-phone&#8221; gmbt_prlx_bg_type=&#8221;parallax&#8221; gmbt_prlx_break_parents=&#8221;0&#8243; gmbt_prlx_opacity=&#8221;100&#8243; gmbt_prlx_video_aspect_ratio=&#8221;16:9&#8243; gmbt_prlx_parallax=&#8221;none&#8221; gmbt_prlx_speed=&#8221;0.3&#8243;][vc_column][vc_single_image image=&#8221;8557&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Il rovescio della medaglia<\/h2>\n<p>Purtroppo, non \u00e8 tutta neve ci\u00f2 che risplende al sol. I lati negativi che si ripercuotono sulla popolazione locale sono la forte dipendenza dal turismo, l\u2019impatto sull\u2019ambiente, l\u2019aumento del traffico, la deturpazione del paesaggio, il consumo di acqua ed energia, l\u2019erosione e il danneggiamento del suolo e il turismo di massa.<br \/>\nTuttavia, Bausch contestualizza cos\u00ec (vedi intervista): \u201cNegli ultimi vent\u2019anni, in Alto Adige, sono state costruite pochissime nuove piste, d\u2019estate i campi vengono pascolati e popolati da una grande variet\u00e0 di specie, come su qualsiasi altro prato, e solo in alcune zone si manifesta una compattazione del suolo\u201d. Anche l\u2019abuso di risorse idriche \u00e8 un tema ridicolo, perch\u00e9 l\u2019acqua non viene consumata, bens\u00ec si scioglie e ritorna nel ciclo. Si tratta piuttosto della sua origine: \u00e8 acqua potabile pompata dalla valle o \u00e8 stata raccolta in superficie? In Alto Adige, tuttavia, l\u2019approvvigionamento idrico non preoccupa. \u201cNon dico che lo sci non comporti delle problematiche\u201d, prosegue Bausch, \u201cma una condanna a tappeto non \u00e8 giustificata n\u00e9 obiettiva\u201d.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<hr class=\"black-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Futuro a rischio<\/h2>\n<p>Resta indispensabile la sicurezza dell\u2019innevamento: all\u2019arrivo dei turisti, le piste devono essere pronte. D\u2019altronde non serve pi\u00f9 aspettare con trepidazione che nevichi, il mito della neve naturale \u00e8 ormai sfatato. Ma quanto alletta scendere a valle su una striscia bianca stagliata nel verde del bosco?<br \/>\nSecondo Bausch, questo aspetto non disturba minimamente lo sportivo comune. \u201cSciando, davanti a noi vediamo solo il bianco della pista. Rincresce piuttosto quando si arriva a valle e si guarda all\u2019ins\u00f9, ma nessuno vi rinuncia per questo motivo, poich\u00e9 ci\u00f2 che conta \u00e8 fare l\u2019esperienza, non ammirare il paesaggio; senza dimenticare che in inverno le montagne sono quasi sempre innevate.\u201d[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]Per Bausch la vera sfida non \u00e8 tanto il cambiamento climatico, di cui i comprensori sciistici altoatesini risentono minormente, grazie alla loro altitudine, bens\u00ec quello demografico. \u201cLe generazioni che in Germania e in Austria imparano a sciare a scuola stanno scomparendo. Da un lato perch\u00e9 sciare \u00e8 relativamente costoso e sempre meno persone possono permetterselo, dall\u2019altro perch\u00e9 le famiglie, o almeno quelle tradizionalmente legate alla montagna e alla neve, fanno sempre meno figli.\u201d Non c\u2019\u00e8 dubbio che il coronavirus quest\u2019anno causer\u00e0 problemi. L\u2019Associazione esercenti funiviari dell\u2019Alto Adige ritiene che la chiusura degli impianti sciistici sarebbe un duro colpo, soprattutto per le zone montane e il turismo. Se verranno fermati gli impianti di risalita, chiuderanno anche i ristoranti e l\u2019economia subir\u00e0 una battuta d\u2019arresto, come temono in molti.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Tra cambiamenti climatici, scarso interesse per lo sci e coronavirus, il turismo invernale dell\u2019Alto Adige dovr\u00e0 fronteggiare notevoli sfide, nella speranza che continui a essere anche in futuro una delle spinte motrici dell\u2019economia locale. <\/strong><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-lines\">AMBIENTE &amp; TURISMO \u2013 Maggiore sostenibilit\u00e0 per il turismo invernale<\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\">Thomas Bausch, esperto di turismo, afferma che gli sport invernali non sarebbero la causa di tutti i danni ambientali che vengono loro attribuiti. Bisogna ripartire da altrove.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>Sig. Bausch, come valuta lo sport invernale rispetto al suo impatto ambientale?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Thomas Bausch.<\/span> L\u2019affermazione secondo cui lo sport invernale sarebbe la peggior forma di turismo dev\u2019essere contestualizzata. Le emissioni di CO2 del turista invernale germanico, ad esempio, sono generate per il 93 percento da viaggi aerei verso destinazioni esotiche, mentre il trasferimento nell\u2019arco alpino ne \u00e8 responsabile solo per il 2,5 percento circa. Inoltre, non si pu\u00f2 affermare tout court che le escursioni sono meglio dello sci, poich\u00e9 il maggior impatto \u00e8 legato agli spostamenti e anche gli escursionisti arrivano prevalentemente in auto.[\/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Eppure, l\u2019innevamento e la preparazione delle piste comportano un forte dispendio energetico.<\/strong><br \/>\nIn realt\u00e0, queste attivit\u00e0, se calcolate sul singolo sciatore, hanno un peso limitato che non ha nulla a che vedere con l\u2019impatto dovuto ai viaggi di lungo raggio. In questo modo non ci si sottrae alla responsabilit\u00e0, ma si relativizza il dibattito.[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>Com\u2019\u00e8 possibile rendere pi\u00f9 sostenibile il turismo invernale?<\/strong><br \/>\nPartendo dal presupposto che l\u2019impatto maggiore \u00e8 legato alla mobilit\u00e0, per chi arriva sono necessarie catene di trasporto sistematiche che includono l\u2019ultimo miglio, ma anche offerte nel luogo di villeggiatura. Il valore aggiunto regionale dev\u2019essere accresciuto, ad esempio, eliminando dal buffet della prima colazione il salmone cileno o il mango importato per via aerea. Devono essere creati posti di lavoro di qualit\u00e0 e la popolazione locale deve poter vivere in comunit\u00e0, senza essere subordinata al turismo.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Quali sono le Sue previsioni per il turismo, alla luce dell\u2019emergenza COVID-19?<\/strong><br \/>\nUn sondaggio attuale ha rilevato che il 90 percento dei turisti desidera tornare, certamente o quasi, a fare una vacanza sulla neve in Alto Adige. La questione \u00e8 se le circostanze lo consentiranno e se adotteremo misure di sicurezza credibili.[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>Il coronavirus ha dimostrato che la nostra economia poggia su basi di argilla\u2026<\/strong><br \/>\nPi\u00f9 cresciamo e pi\u00f9 siamo vulnerabili. In futuro dobbiamo puntare su un miglioramento qualitativo, rinunciando a sviluppi meramente quantitativi. Credo sia necessario un ripensamento da parte di tutti i soggetti.[\/vc_column_text][vc_column_text]Thomas Bausch, ingegnere industriale e direttore del <a href=\"https:\/\/www.unibz.it\/it\/home\/research\/competence-centre-tourism-mobility\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">centro di competenza Turismo e Mobilit\u00e0<\/a> presso la sede di Brunico della Libera Universit\u00e0 di Bolzano, fa ricerca in materia di turismo e destination management con particolare attenzione agli sviluppi demografici e ai cambiamenti climatici[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_column_text]<\/p>\n<hr class=\"green-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Fenomeno complesso e affascinante, la neve \u00e8 meraviglia della natura, idillio e divertimento, purtroppo talvolta anche una terribile minaccia quando si trasforma in valanga. 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