{"id":7824,"date":"2020-02-13T00:30:16","date_gmt":"2020-02-13T00:30:16","guid":{"rendered":"http:\/\/magazin.raiffeisen.it\/?p=7824"},"modified":"2021-12-10T16:43:20","modified_gmt":"2021-12-10T14:43:20","slug":"donne%e2%80%89%e2%80%89previdenza-una-scelta-consapevole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/donne%e2%80%89%e2%80%89previdenza-una-scelta-consapevole\/","title":{"rendered":"Donne\u2009&#038;\u2009previdenza \u2013 Una scelta consapevole"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]Verena, 35 anni, \u00e8 la tipica lavoratrice dipendente altoatesina. Insegnante di scuole superiori, attualmente \u00e8 in aspettativa non retribuita per la nascita del secondo figlio, per il quale riceve il bonus beb\u00e8 (il primo \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 grande) e, al suo rientro nel mondo del lavoro, avr\u00e0 diritto a un posto di ruolo. Dal 2010 versa in un fondo di previdenza comple\u00admentare e dispone di un\u2019abitazione di propriet\u00e0, pagata per met\u00e0. Quindi, tutto bene? Solo apparentemente. Infatti, nonostante il posto fisso ben retribuito, Verena \u00e8 preoccupata per il suo futuro, in particolare per la pensione. \u201cNon mi sento preparata\u201d, afferma.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Povert\u00e0 in vecchiaia, un fenomeno femminile<\/h2>\n<p>Di fatto, la povert\u00e0 in vecchiaia \u00e8 un rischio che riguarda in primo luogo le donne. Infatti, sono proprio loro, di regola, a interrompere la propria carriera per accudire i figli o i familiari bisognosi. Mediamente guadagnano meno degli uomini e spesso operano in ambiti retribuiti peggio; in aggiunta, i periodi di part-time o di assenza dal lavoro si ripercuotono negativamente sul calcolo della pensione. \u201c\u00c8 semplice: chi guadagna meno, versa meno contributi e alla fine ottiene una pensione inferiore\u201d, ci informa Helmuth Renzler, esperto previdenziale.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<hr class=\"black-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">I numeri parlano da s\u00e9<\/h2>\n<p>\u201cPer riuscire ad andare in pensione prima dei 70 anni, attualmente le donne devono lavorare <strong>41 anni e 10 mesi,<\/strong> gli uomini 42 anni e 10 mesi\u201d, ci spiega Renzler. \u201cInoltre, chi si \u00e8 iscritto per la prima volta a partire dal 1\u00b0 gennaio 1996, deve aver maturato una pensione pari almeno a 2,8 volte l\u2019assegno sociale dell\u2019INPS, ovvero 1.290 euro\u201d. Per ottenere un importo tale, bisogna aver versato nelle casse previ\u00addenziali all\u2019incirca 380.000 euro. Un impiegato provinciale, che guadagna annualmente 36.000 euro lordi, ma per dieci anni ha lavorato part-time, non raggiunger\u00e0 i 1.290 euro e dovr\u00e0 continuare a lavorare fino al raggiungimento di tale soglia o al momento in cui matura la pensione di vecchiaia. Dieci anni di part-time comportano pur sempre un dieci percento in meno di pensione, un bilancio amaro per molte donne alla fine della carriera lavorativa.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row_content&#8221; bg_type=&#8221;image&#8221; bg_override=&#8221;full&#8221; el_class=&#8221;hidden-phone&#8221; gmbt_prlx_bg_type=&#8221;parallax&#8221; gmbt_prlx_break_parents=&#8221;0&#8243; gmbt_prlx_opacity=&#8221;100&#8243; gmbt_prlx_video_aspect_ratio=&#8221;16:9&#8243; gmbt_prlx_parallax=&#8221;none&#8221; gmbt_prlx_speed=&#8221;0.3&#8243;][vc_column]<div class='gambit_parallax_row' data-bg-align='' data-direction='fixed' data-opacity='100' data-velocity='-0.3' data-mobile-enabled='' data-bg-height='800' data-bg-width='1200' data-bg-image='https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Raiffeisen-Mutter-spielt-mit-Sohn.jpg' data-bg-repeat='true' style='display: none'><\/div><div class=\"ult-spacer\" style=\"height:350px;clear:both;display:block;\"><\/div>[vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"image-subtext-white\">Previdenza e assicurazione sono temi che le madri non dovrebbero trascurare<\/div>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:10px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;visible-phone&#8221; gmbt_prlx_bg_type=&#8221;parallax&#8221; gmbt_prlx_break_parents=&#8221;0&#8243; gmbt_prlx_opacity=&#8221;100&#8243; gmbt_prlx_video_aspect_ratio=&#8221;16:9&#8243; gmbt_prlx_parallax=&#8221;none&#8221; gmbt_prlx_speed=&#8221;0.3&#8243;][vc_column][vc_single_image image=&#8221;7738&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-lines\">Riscatto degli anni di laurea<\/h2>\n<p>Dal febbraio 2019, esiste un\u2019opzione economicamente vantaggiosa per riscattare gli anni di laurea (di regola, versando un importo fisso di 5.241,30 euro per ciascun anno di studio). Questi anni riscattati valgono, ai fini dei requisiti pen\u00adsionistici, sia per l\u2019accesso alla pensione che per l\u2019ammontare della rendita. Nella legge di bilancio \u00e8 prevista anche la possibilit\u00e0 di riscattare altri dieci anni di periodi non assicurati: ci\u00f2 pu\u00f2 tornare utile soprattutto a chi \u00e8 stato occupato con con\u00adtratti di lavoro a termine e presenta gravi lacune previdenziali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr class=\"green-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-lines\" style=\"text-align: center;\">Differenze di genere nella pensione<\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\">Un uomo altoatesino percepisce mediamente una pensione di vecchiaia di<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"initial\">1.433 euro <\/span>al mese, contro i<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"initial\">735 euro <\/span>della donna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr class=\"green-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Correttivi necessari<\/h2>\n<p>Salvo che non abbiano provveduto per tempo. \u201cPrevidenza e assicurazioni sono due temi che ci stanno molto a cuore e che mettiamo sempre al centro delle nostre consulenze\u201d, ci rivela Thomas Prieth, che assiste la clientela privata presso la Cassa Raiffeisen Prato-Tubre. Proprio le donne dovrebbero pensare per tempo a una forma di previdenza complementare, ad esempio, aderendo a Raiffeisen Fondo Pensione Aperto e facendovi confluire la quota a carico del lavoratore e quella a carico dell\u2019azienda, il T.F.R. e ulteriori versamenti. Qualora la donna non disponga di un reddito, l\u2019adesione al fondo pu\u00f2 avvenire su base volontaria e l\u2019importo di 5.164 euro pu\u00f2 essere sfruttato come beneficio fiscale dal partner. Proprio le donne possono inoltre usufruire di ulteriori sovvenzioni da parte della Regione.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Fare previdenza per tutta la famiglia<\/h2>\n<p>Anche Verena \u00e8 dell\u2019avviso che il coniuge o il partner debba contribuire alla situazione previdenziale della donna, poich\u00e9 quest\u2019ultima rinuncia ad alcune opportunit\u00e0 professionali e ai conseguenti vantaggi economici, a beneficio della famiglia. \u201cOltre a un taglio della pensione di vecchiaia\u201d, prosegue Markus Pretto, educatore finanziario certificato di Raiffeisen Servizi Assicurativi, \u201cl\u2019interruzione dei periodi lavorativi comporta anche una riduzione dell\u2019assicurazione contro gli infortuni e la malattia, ma anche di quella ai superstiti che spetterebbe a coniuge e figli. Chi \u00e8 assente dal mondo del lavoro per un periodo prolungato, \u00e8 inoltre privo di copertura assicurativa in caso di gravi infortuni nel tempo libero che implicano un\u2019invalidit\u00e0 del 66,6% o superiore\u201d. Anche in questo caso, \u00e8 essenziale <a href=\"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/le-donne-sono-tutelate-adeguatamente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">una consulenza esaustiva.<\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<hr class=\"black-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Pensare responsabilmente al proprio futuro<\/h2>\n<p>Ogni situazione previdenziale \u00e8 a s\u00e9 stante, come emerge dal calcolo pensionistico<br \/>\neffettuato da un esperto. Per questo, le donne dovrebbero avvalersi di una consulenza professionale, che illustri loro le numerose possibilit\u00e0 per costruire una forma di previdenza complementare su misura. Oltre alla gi\u00e0 citata adesione a un fondo pensione, le polizze vita e le assicurazioni pensionistiche sono elementi imprescindibili di una previdenza privata. Chi vuol essere certo di aver tutelato adeguatamente la propria famiglia anche in caso di morte, pu\u00f2 scegliere una combinazione di assicurazione di capitalizzazione e sulla vita.<br \/>\nSecondo Prieth, i giovani possono anche sottoscrivere un piano di accumulo in fondi d\u2019investimento, calibrando la componente azionaria in misura indirettamente proporzionale all\u2019et\u00e0. \u201cIl pretesto che i piccoli importi non fanno la differenza\u201d, prosegue, \u201cnon regge: chi investe 50 euro al mese per vent\u2019anni, ipotizzando un rendimento medio, potr\u00e0 accumulare un capitale di 25.500 euro, di cui oltre la met\u00e0 \u00e8 dato dall\u2019incremento dovuto agli interessi\u201d.<br \/>\nNaturalmente, prima si comincia a risparmiare e meglio \u00e8. \u201cNella nostra consulenza si richiama l\u2019attenzione sulle possibilit\u00e0 di fare previdenza sin dalla nascita di un figlio\u201d, sottolinea ancora Prieth, \u201ce, poi, nel momento in cui il ragazzo o la ragazza passa dal libretto di risparmio al conto corrente, quindi al primo impiego e infine quando decide di sposarsi o metter su famiglia\u201d. Nonostante un inizio tempestivo sia sempre pi\u00f9 vantaggioso, anche chi \u00e8 nella mezza et\u00e0 ha spazio per fare previdenza: sempre meglio che non fare nulla e lasciare il proprio futuro finanziario al caso.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;]<div id=\"popup_default-consultant\" style=\"display:none;\"> <div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"default\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSBmcmFtZWJvcmRlcj0iMCIgaHNwYWNlPSIwIiBzcmM9Imh0dHA6Ly93d3cucmFpZmZlaXNlbi5pdC9pdC9wcmF0by10dWJyZT9raWQ9MTIwL3NlcnZpY2UtcG9ydGFsL2tvbnRha3Rmb3JtdWxhci5odG1sIiBpZD0iVEJfaWZyYW1lQ29udGVudCIgbmFtZT0iVEJfaWZyYW1lQ29udGVudDQ4IiBvbmxvYWQ9InRiX3Nob3dJZnJhbWUoKSIgc3R5bGU9IndpZHRoOjc4OHB4O2hlaWdodDo1NDhweDsiPjwvaWZyYW1lPg==\"><div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-a\"> <p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>Predefinito<\/strong>. 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Sono soprattutto le donne e chi ha un reddito basso a subire l\u2019iniqua regolamentazione pensionistica.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>Sig. Renzler, le donne percepiscono stipendi inferiori rispetto agli uomini?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Helmuth Renzler.<\/span> Non sempre. Nel pubblico impiego non si fanno distinzioni, poich\u00e9 i contratti sono parificati. La differenza la fa la situazione familiare: spesso le donne lavorano part-time, fanno meno straordinari e non possono fare carriera, perch\u00e9 alcune posizioni direttive sono accessibili solo lavorando a tempo pieno.[\/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Il risultato non cambia: le donne hanno una pensione inferiore.<\/strong><br \/>\nIl sistema contributivo, in vigore dal 1996, stabilisce che la pen\u00adsione dev\u2019essere proporzionale ai contributi versati. Se lavoro part-time, verser\u00f2 meno contri\u00adbuti e avr\u00f2 una pensione inferiore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qualche anno di part-time non far\u00e0 certo la differenza\u2026<\/strong><br \/>\nIn alcuni casi, s\u00ec. Con il regime a ripartizione valido fino al 1996, il part-time non era un problema, perch\u00e9 non comportava grosse perdite. Oggi, invece, nella propria posizione previdenziale \u00e8 necessario accumulare un determinato importo per poter andare in pensione. Chi, a fronte di uno stipendio medio, lavora dieci anni part-<br \/>\ntime, fatica a raggiungere la cifra richiesta.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Ritiene che le donne ne siano consapevoli?<\/strong><br \/>\nNon abbastanza. Oggi le donne non possono quasi pi\u00f9 per\u00admettersi il part-time e quindi, in futuro, siamo destinati ad avere ancora pi\u00f9 poveri tra gli anziani, anche tra gli uomini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Crede che sia una situazione equa?<\/strong><br \/>\nL\u2019attuale disciplina \u00e8 iniqua! Chi ha figli, al momento del pensiona\u00admento \u00e8 penalizzato: o gli stipendi crescono o le dis\u00adposizioni pensionistiche cambiano. Il parametro del 2,8 deve essere eliminato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa possiamo fare?<\/strong><br \/>\nPer contrastare almeno in parte le conseguenze \u00e8 necessario agire in prima persona, ad esempio, attraverso una forma di previdenza complementare, l\u2019unica strada attualmente percorribile.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_column_text]<\/p>\n<hr class=\"green-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]Verena, 35 anni, \u00e8 la tipica lavoratrice dipendente altoatesina. Insegnante di scuole superiori, attualmente \u00e8 in aspettativa non retribuita per la nascita del secondo figlio, per il quale riceve il bonus beb\u00e8 (il primo \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 grande) e, al suo rientro nel mondo del lavoro, avr\u00e0 diritto a un posto di ruolo. 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