{"id":6014,"date":"2018-06-08T00:30:14","date_gmt":"2018-06-08T00:30:14","guid":{"rendered":"http:\/\/magazin.raiffeisen.it\/ehrenamt-in-suedtirol-helfen-macht-freude-2\/"},"modified":"2021-12-10T17:24:26","modified_gmt":"2021-12-10T15:24:26","slug":"il-volontariato-in-alto-adige-aiutare-da-gioia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/il-volontariato-in-alto-adige-aiutare-da-gioia\/","title":{"rendered":"Il volontariato in Alto Adige \u2013 Aiutare d\u00e0 gioia"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<span class=\"initial\">Martin Matscher<\/span> originario di Silandro, ha alle spalle gi\u00e0 due esperienze, una a Proves in Val di Non e l\u2019altra a San Pietro in Valle Aurina. \u201cSono sempre contento di dare una mano. E, la sera, \u00e8 bellissimo ritrovarsi tutti intorno alla Stube a riposarsi e chiacchierare\u201d.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Sostegno organizzato<\/h2>\n<p>Come Matscher, altre 2.000 persone in Alto Adige si rimboccano le maniche ogni anno per aiutare gli agricoltori di montagna. Questo supporto \u00e8 organizzato dall\u2019<a href=\"http:\/\/www.bergbauernhilfe.it\/it\/benvenuti.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Associazione Volontariato in Montagna<\/a> (AVM), che dal 1996 recluta volonterosi, disposti a prestare la propria opera in cambio di vitto e alloggio. Mediamente i volontari si intrattengono una decina di giorni, ma la sezione giovanile del Bauernbund organizza anche interventi di una sola giornata. Tre quarti di queste persone provengono dalla Germania e meno del dodici percento sono altoatesine: equamente distribuite tra uomini e donne, ogni anno prestano circa 20.000 giornate lavorative. Il controvalore di tale opera, in termini economici, \u00e8 enorme: se la loro attivit\u00e0 fosse retribuita come quella dei braccianti, sarebbe pari a circa 1,5-16 milioni di euro. Un contributo impagabile che fa la gioia di circa 300 agricoltori in tutta la Provincia.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Un aiuto preziosissimo<\/h2>\n<p>Martin Matscher ha 45 anni e, per dedicarsi a quest\u2019attivit\u00e0, si prende una-due settimane di ferie l\u2019anno.\u00a0 Tra le fila dei volontari, infatti, non si annoverano solo studenti e pensionati, ma anche lavoratori. \u201cIl mio \u00e8 il classico impiego da ufficio\u201d, ci rivela Matscher, laureato in economia aziendale e assunto presso l\u2019amministrazione dell\u2019Azienda Sanitaria dell\u2019Alto Adige, \u201cper cui l\u2019occupazione nei masi offre una perfetta compensazione: consente di riscoprire la gioia del lavoro fisico e di vedere, a fine giornata, ci\u00f2 che si \u00e8 realizzato con le proprie mani\u201d. Ma \u00e8 tutt\u2019altro che una vacanza: se lo spirito ha modo di riprendersi, il corpo \u00e8 sottoposto a sforzi notevoli, anche per uno sportivo come Matscher. \u201cLavorare il fieno per dodici ore su un pendio ripido metterebbe a dura prova chiunque\u201d, aggiunge. Se il volontario non \u00e8 in piena forma, rischia di gravare sulla famiglia di agricoltori e di dare un contributo modesto.<\/p>\n<p>Naturalmente, non tutti gli interventi vanno a buon fine: capita che l\u2019approccio di contadini e volontari sia condizionato da aspettative errate. Ma nella maggior parte dei casi si rivela un aiuto preziosissimo: il contadino ottiene un supporto concreto, il volontario ha la possibilit\u00e0 di fare del bene ed entrambi approfondiscono la conoscenza reciproca, accorciando le distanze tra montagna e fondovalle.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<hr class=\"black-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Il lavoro non manca mai<\/h2>\n<p>Monika Thaler dell\u2019Unione agricoltori sudtirolesi (Bauernbund), insieme a due collaboratori, mette in contatto le famiglie degli agricoltori con i volontari. Cresciuta in un maso di Aldino insieme a tre sorelle, dal 2007 \u00e8 alla guida dell\u2019AVM. Un aspetto che la preoccupa \u00e8 il calo dei volontari (13 percento) dal 2016, anno in cui si \u00e8 registrata un\u2019adesione record, e di cui non conosce i motivi reali. \u201cSicuramente \u00e8 legato alla mancanza di tempo, poich\u00e9 la maggior parte dei volontari \u00e8 nel pieno dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa\u201d, afferma. La situazione non pu\u00f2 ancora essere definita drammatica ma, \u201cse la tendenza dovesse proseguire, potremmo riscontrare dei problemi\u201d. Il lavoro nel maso, infatti, non manca mai e non solo in stalla o sui prati: spesso c\u2019\u00e8 da fare anche in cucina, da stirare, assistere i piccoli o fare qualche piccola riparazione. Ciascuno fa quel che riesce. Thaler racconta di volontari che arrivano con la borsa degli attrezzi, posano pavimenti e riparano mobili. Inoltre, per quanto possano essere fuori mano, spesso i masi sono al passo con i tempi. \u201cL\u2019agricoltore che mi ha ospitato a San Pietro \u00e8 stato il primo a darmi il codice di una WLAN\u201d, racconta Matscher sorridendo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;hidden-phone&#8221; gmbt_prlx_bg_type=&#8221;parallax&#8221; gmbt_prlx_break_parents=&#8221;0&#8243; gmbt_prlx_opacity=&#8221;100&#8243; gmbt_prlx_video_aspect_ratio=&#8221;16:9&#8243; gmbt_prlx_parallax=&#8221;none&#8221; gmbt_prlx_speed=&#8221;0.3&#8243; bg_type=&#8221;image&#8221; bg_grad=&#8221;background: -webkit-gradient(linear, left top, left bottom, color-stop(0%, #FBFBFB), color-stop(50%, #E3E3E3), color-stop(100%, #C2C2C2));background: -moz-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -webkit-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -o-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -ms-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);&#8221; parallax_style=&#8221;vcpb-default&#8221; bg_image_new=&#8221;5936&#8243; bg_image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221; bg_image_size=&#8221;cover&#8221; bg_img_attach=&#8221;fixed&#8221; parallax_sense=&#8221;30&#8243; bg_override=&#8221;ex-full&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:350px;clear:both;display:block;\"><\/div>[vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"image-subtext-white\">Il contadino Franz Stofner del maso Winterstallhof in Val Sarentino con Martin al lavoro nell\u2019officina<\/div>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:10px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;visible-phone&#8221; gmbt_prlx_bg_type=&#8221;parallax&#8221; gmbt_prlx_break_parents=&#8221;0&#8243; gmbt_prlx_opacity=&#8221;100&#8243; gmbt_prlx_video_aspect_ratio=&#8221;16:9&#8243; gmbt_prlx_parallax=&#8221;none&#8221; gmbt_prlx_speed=&#8221;0.3&#8243; bg_type=&#8221;theme_default&#8221; bg_grad=&#8221;background: -webkit-gradient(linear, left top, left bottom, color-stop(0%, #FBFBFB), color-stop(50%, #E3E3E3), color-stop(100%, #C2C2C2));background: -moz-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -webkit-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -o-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -ms-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);&#8221; parallax_style=&#8221;vcpb-default&#8221; bg_image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221; bg_image_size=&#8221;cover&#8221; bg_img_attach=&#8221;fixed&#8221; parallax_sense=&#8221;30&#8243; bg_override=&#8221;browser_size&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_single_image image=&#8221;5936&#8243; border_color=&#8221;grey&#8221; img_link_target=&#8221;_self&#8221; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-bold\">Copertura assicurativa per l\u2019associazione<\/h2>\n<p>Almeno della parte assicurativa Thaler non deve preoccuparsi anche se, di regola, questa \u00e8 una delle prime domande di volontari e agricoltori. <a href=\"http:\/\/www.rvd.bz.it\/it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Raiffeisen Servizi Assicurazioni<\/a> mette infatti a disposizione la copertura per l\u2019AVM, che si compone di un\u2019assicurazione della responsabilit\u00e0 civile per i volontari e di una polizza contro i danni personali e materiali arrecati agli agricoltori e a terzi. La compagnia interviene ogni qualvolta si registra un infortunio: gli esempi non mancano, a partire dalle lesioni personali causate dai macchinari (che, di solito, i volontari non dovrebbero utilizzare), fino ai danni ai beni materiali, come il latte avariato causato da un refrigeratore rotto che non \u00e8 stato sostituito all\u2019interno di una cisterna.<br \/>\nIl costo pro capite dell\u2019assicurazione danni con un massimale di 2,5 milioni di euro \u00e8 di 50 cent al giorno. In caso d\u2019invalidit\u00e0 permanente, vengono liquidati fino a 200.000 euro; a fronte di ospedalizzazione o immobilizzazione in seguito a infortunio (ad es. gesso), l\u2019indennit\u00e0 \u00e8 di 25 euro al giorno.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\u201cFacciamo del nostro meglio per offrire buone condizioni alle associazioni operanti in ambito sociale\u201d, riferisce Norbert Spornberger, responsabile del reparto tecnica assicurativa presso Raiffeisen Servizi Assicurativi. \u201cSe nell\u2019esercizio precedente si verificano pochi infortuni, l\u2019AVM ottiene un rimborso parziale del premio pagato\u201d.<br \/>\nIl volontariato si basa su uno scambio reciproco. \u201cContinuo a stupirmi del buon cuore delle persone, della loro sobriet\u00e0 e senso di appagamento\u201d, afferma Matscher. \u201cHo molto rispetto del lavoro degli agricoltori\u201d, prosegue, \u201ctanto pi\u00f9 da quando mi ci sono cimentato di persona\u201d. In estate vorrebbe cimentarsi con una terza esperienza, per conoscere luoghi e persone nuove, facendo pratica per il suo sogno nel cassetto, che \u00e8 quello di trasferirsi a vivere, prima o poi, in un maso di montagna con pecore e capre. E forse, un domani, anche lui potr\u00e0 beneficiare dell\u2019aiuto di qualche volontario.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-lines\" style=\"text-align: center;\">intervista con Christoph Pichler<br \/>\nRIFORMA DEL TERZO SETTORE \u2013 Pi\u00f9 vantaggi fiscali, ma anche maggiori vincoli<\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\">Christoph Pichler \u00e8 competente per il volontariato e le associazioni all\u2019interno dell\u2019Ufficio Affari di gabinetto. La riforma del cosiddetto \u201cterzo settore\u201d introduce alcune \u00adnovit\u00e0 a livello tributario e un nuovo registro, mentre a livello di\u00a0\u00adresponsabilit\u00e0 non cambia nulla.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Sig. Pichler, di che cosa stiamo parlando?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Pichler.<\/span> L\u2019idea \u00e8 scaturita nel 2016 da una legge che contiene, tra l\u2019altro, anche il \u201ccodice del terzo settore\u201d e che introduce un registro unico, operativo nel 2019: diviso in otto sezioni, sostituisce l\u2019attuale registro provinciale del volontariato e quello delle organizzazioni di promozione sociale.[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>Che cosa cambia per le associazioni?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Pichler.<\/span> Alcune parti del codice sono gi\u00e0 in vigore e prevedono alcuni vantaggi fiscali per le organizzazioni di volontariato. Entro il 2 febbraio 2019, molte associazioni dovranno adeguare lo statuto alle nuove norme che, ad esempio, disciplinano lo svolgimento dell\u2019assemblea plenaria, l\u2019elezione dei membri del comitato e la composizione dell\u2019organo di controllo. Inoltre, sono state uniformate le relazioni sulle attivit\u00e0 svolte e le rendicontazioni di fine anno.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Cosa ne sar\u00e0 delle ONLUS?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Pichler.<\/span> Le ONLUS statali sono destinate a scomparire: presumibilmente a partire dal 2018 dovranno iscriversi in uno dei settori previsti dal registro unico, anche se le attuali difficolt\u00e0 nella formazione del nuovo governo potrebbero ritardarne l\u2019attuazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che cosa comporta la riforma?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Pichler.<\/span> Maggiore chiarezza a livello tributario. Se \u00e8 vero che ci saranno maggiori benefici fiscali, \u00e8 anche vero che \u00adaumenteranno i vincoli, mentre a livello di responsabilit\u00e0 non \u00adcambia nulla, perch\u00e9 \u00e8 una materia disciplinata dal codice civile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A chi ci si pu\u00f2 rivolgere in caso di dubbi?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Pichler.<\/span> Le associazioni possono rivolgersi all\u2019Ufficio Affari di gabinetto, mentre le cooperative sociali all\u2019Ufficio Sviluppo della cooperazione o alla Federazione Raiffeisen.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_column_text]<\/p>\n<hr class=\"green-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]Martin Matscher originario di Silandro, ha alle spalle gi\u00e0 due esperienze, una a Proves in Val di Non e l\u2019altra a San Pietro in Valle Aurina. \u201cSono sempre contento di dare una mano. 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