{"id":2556,"date":"2015-08-05T00:24:54","date_gmt":"2015-08-05T00:24:54","guid":{"rendered":"http:\/\/magazin.raiffeisen.it\/banken-brauchen-wieder-mehr-eigenkapital-2\/"},"modified":"2021-12-10T18:23:37","modified_gmt":"2021-12-10T16:23:37","slug":"banche-necessario-piu-capitale-proprio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/banche-necessario-piu-capitale-proprio\/","title":{"rendered":"\u201cBanche, necessario pi\u00f9 capitale proprio\u201d"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Sig.ra Schmidt, per cominciare, una domanda provocatoria: ritiene che il concetto di \u201clibero mercato allo stato puro\u201d sia superato, dopo la crisi del 2008?<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"interview\">Susanne Schmidt.<\/span> \u00c8 importante definire questo concetto in maniera pi\u00f9 precisa: se parliamo di \u201clibero mercato\u201d nell\u2019ambito di determinate \u00addisposizioni, regole e norme imposte dallo Stato o da una comunit\u00e0 internazionale, credo che non sia morto, e sarei pronta a sottoscriverlo immediatamente. Se, invece, parliamo del mercato \u201ca briglie sciolte\u201d, che afferma di operare sempre per il bene della collettivit\u00e0, devo risponderle che, almeno per alcuni anni, ce ne siamo liberati. Il mio auspicio \u00e8 che questa situazione sia definitiva, ma naturalmente nessuno pu\u00f2 affermarlo con certezza.[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>Parliamo del mercato \u201ca briglie sciolte\u201d: in seguito ai fallimenti di alcune banche, l\u2019intenzione dell\u2019Unione Europea era quella di metterlo \u201cin riga\u201d e, a tale scopo, ha creato l\u2019unione bancaria. Crede che sia stata imboccata la strada corretta?<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"interview\">Susanne Schmidt.<\/span> Il principio \u00e8 quello giusto, anche se l\u2019unione bancaria, a giudicare da quel che vedo oggi, si sta muovendo a piccolissimi passi e con scarsa convinzione. Per\u00f2 la \u00addirezione \u00e8 quella corretta. Abbiamo bisogno di un\u2019autorit\u00e0 centrale di vigilanza, che ora si \u00e8 insediata presso la BCE per quanto riguarda gli istituti di grandi dimensioni. Pragmaticamente \u00e8 stata una scelta corretta, poich\u00e9 si tratta di un\u2019istituzione funzionante. Eppure, esistono conflitti d\u2019interesse e, per questo, i controlli dovrebbero essere appannaggio dell\u2019Autorit\u00e0 bancaria europea (ABE): quest\u2019ultima, per\u00f2, al momento non \u00e8 ancora pronta e non dispone del necessario expertise. Ci muoviamo nell\u2019ambito di un cosiddetto \u201cregime di risoluzione\u201d, che risana le banche o le scioglie, quando non \u00e8 possibile fare altrimenti. In tal senso, gli Stati nazionali non hanno ancora ceduto realmente il proprio potere decisionale e, pertanto, il regolamento esiste solo sulla carta. Infine, sarebbe necessario un istituto di garanzia dei depositi, ma ancora non ci si \u00e8 spinti a tanto. Quindi, \u00adcomplessivamente si tratta di un piccolo passo nella direzione giusta. In ogni caso, l\u2019unione bancaria europea, cos\u00ec com\u2019\u00e8 strutturata oggi, non serve a molto.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Dalle piccole banche ai grandi istituti, al momento tutti si stanno lamentando dell\u2019unione bancaria, anche se esistono grandi differenze tra le varie realt\u00e0. In un\u2019ottica di lungo periodo, Lei come la vede?<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"interview\">Susanne Schmidt.<\/span> Se do ascolto alle banche, tutti denunciano, alzano la voce e si lamentano, appunto. In una certa misura, a ragione, poich\u00e9 queste nuove regole stanno comportando un enorme dispendio burocratico. I \u201cgrandi\u201d sono naturalmente infastiditi anche dalla \u00adnecessit\u00e0 di una maggiore patrimonializzazione, che porta a una riduzione della redditivit\u00e0 del loro capitale proprio.[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>\u00c8 realistico ipotizzare che l\u2019influente settore dell\u2019alta finanza si assoggetter\u00e0 completamente a un sistema di regole centralistico?<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"interview\">Susanne Schmidt.<\/span> \u00c8 necessario operare una distinzione tra grandi istituti, rilevanti ai fini del sistema, e piccole banche locali: se queste ultime, come le Banche Popolari, le Casse di \u00adRisparmio, le Casse Raiffeisen e le altre realt\u00e0 cooperative, dovessero fallire, le \u00adconseguenze non si ripercuoterebbero oltre i confini \u00adregionali; al contrario, se dovesse \u201csaltare\u201d un colosso del calibro di JP Morgan, \u00adDeutsche Bank, BNP Paribas e HBSC, metterebbe a \u00adrepentaglio \u00adl\u2019intero sistema. Queste differenze devono essere considerate all\u2019interno di un sistema centralistico.[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>Lei \u00e8 intervenuta al convegno \u201cThink more about\u201d a Bressanone: se la sentirebbe di dare la pagella di \u201csostenibilit\u00e0\u201d alle banche cooperative?<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"interview\">Susanne Schmidt.<\/span> Se dovessi esprimere un giudizio in maniera sbrigativa, affermerei che, dal punto di vista economico-finanziario, queste sono le realt\u00e0 che pi\u00f9 si avvicinano alle strategie sostenibili.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;hidden-phone&#8221; gmbt_prlx_bg_type=&#8221;parallax&#8221; gmbt_prlx_break_parents=&#8221;0&#8243; gmbt_prlx_opacity=&#8221;100&#8243; gmbt_prlx_video_aspect_ratio=&#8221;16:9&#8243; gmbt_prlx_parallax=&#8221;none&#8221; gmbt_prlx_speed=&#8221;0.3&#8243; bg_type=&#8221;image&#8221; bg_grad=&#8221;background: -webkit-gradient(linear, left top, left bottom, color-stop(0%, #FBFBFB), color-stop(50%, #E3E3E3), color-stop(100%, #C2C2C2));background: -moz-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -webkit-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -o-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -ms-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);&#8221; parallax_style=&#8221;vcpb-default&#8221; bg_image_new=&#8221;2545&#8243; bg_image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221; bg_image_size=&#8221;cover&#8221; bg_img_attach=&#8221;fixed&#8221; parallax_sense=&#8221;30&#8243; bg_override=&#8221;ex-full&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:350px;clear:both;display:block;\"><\/div>[vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"image-subtext-white\">Foto: Susanne Schmidt durante il congresso sulla sostenibilit\u00e0 \u201cThink more about\u201d a Bressanone: l\u2019esperta finanziaria chiede una regolamentazione pi\u00f9 efficace dell\u2019universo bancario<\/div>\n<p>[\/vc_column_text]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:10px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_class=&#8221;visible-phone&#8221; gmbt_prlx_bg_type=&#8221;parallax&#8221; gmbt_prlx_break_parents=&#8221;0&#8243; gmbt_prlx_opacity=&#8221;100&#8243; gmbt_prlx_video_aspect_ratio=&#8221;16:9&#8243; gmbt_prlx_parallax=&#8221;none&#8221; gmbt_prlx_speed=&#8221;0.3&#8243; bg_type=&#8221;theme_default&#8221; bg_grad=&#8221;background: -webkit-gradient(linear, left top, left bottom, color-stop(0%, #FBFBFB), color-stop(50%, #E3E3E3), color-stop(100%, #C2C2C2));background: -moz-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -webkit-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -o-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: -ms-linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);background: linear-gradient(top,#FBFBFB 0%,#E3E3E3 50%,#C2C2C2 100%);&#8221; parallax_style=&#8221;vcpb-default&#8221; bg_image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221; bg_image_size=&#8221;cover&#8221; bg_img_attach=&#8221;fixed&#8221; parallax_sense=&#8221;30&#8243; bg_override=&#8221;browser_size&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_single_image image=&#8221;2545&#8243; border_color=&#8221;grey&#8221; img_link_target=&#8221;_self&#8221; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<strong>Ritiene che i concetti di sostenibilit\u00e0 e finanza siano conciliabili?<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"interview\">Susanne Schmidt.<\/span> Credo che il settore finanziario possa essere sostenibile, se concepito \u201cal servizio\u201d dell\u2019economia reale e guidato da atteggiamenti responsabili, cio\u00e8 tenendo conto del concetto di \u201cstakeholder\u201d. Ad esempio, ci\u00f2 accade quando l\u2019impresa si comporta da \u201cbuon cittadino\u201d nei confronti di collaboratori, clienti, aziende partner e della regione nel suo complesso, al contrario di quanto si verifica quando l\u2019alta finanza e gli istituti di credito globali si sentono obbligati solo nei confronti degli \u00adazionisti e dei loro compensi, creando un enorme gap.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;]<div id=\"popup_default-consultant\" style=\"display:none;\"> <div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"default\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSBmcmFtZWJvcmRlcj0iMCIgaHNwYWNlPSIwIiBzcmM9Imh0dHA6Ly93d3cucmFpZmZlaXNlbi5pdC9pdC9wcmF0by10dWJyZT9raWQ9MTIwL3NlcnZpY2UtcG9ydGFsL2tvbnRha3Rmb3JtdWxhci5odG1sIiBpZD0iVEJfaWZyYW1lQ29udGVudCIgbmFtZT0iVEJfaWZyYW1lQ29udGVudDQ4IiBvbmxvYWQ9InRiX3Nob3dJZnJhbWUoKSIgc3R5bGU9IndpZHRoOjc4OHB4O2hlaWdodDo1NDhweDsiPjwvaWZyYW1lPg==\"><div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-a\"> <p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>Predefinito<\/strong>. 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Nel 2009, in seguito allo scoppio della crisi economica, ha perso il suo posto nella City londinese. Autrice di numerose pubblicazioni e articoli, si \u00e8 conquistata il premio tedesco per l\u2019economia con il suo primo libro \u201cMarkt ohne Moral\u201d (Il mercato senza morale, NdT), piazzatosi per settimane nella classifica dei best-seller. Nel volume \u201cDas Gesetz der Krise\u201d (La legge della crisi, NdT) analizza e critica i meccanismi, talvolta distruttivi, del sistema bancario. Figlia dell\u2019ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt, attualmente vive insieme al marito nel Kent, nel sud-est dell\u2019Inghilterra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr class=\"green-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]Sig.ra Schmidt, per cominciare, una domanda provocatoria: ritiene che il concetto di \u201clibero mercato allo stato puro\u201d sia superato, dopo la crisi del 2008? 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