{"id":13418,"date":"2025-02-14T00:26:00","date_gmt":"2025-02-13T22:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/?p=13418"},"modified":"2025-02-11T04:31:15","modified_gmt":"2025-02-11T02:31:15","slug":"trump-e-leconomia-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/trump-e-leconomia-globale\/","title":{"rendered":"Trump e l\u2019economia globale"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]Donald Trump e le sue gi\u00e0 sbandierate politiche sono destinati ad accompagnarci per i prossimi quattro anni, e si profilano gi\u00e0 gli effetti negativi: battaglie commerciali, fine del multilateralismo, crisi del debito sovrano, iperinflazione, distruzione dell\u2019ordine mondiale e favoritismi per i superricchi. Tuttavia, meno attenzione \u00e8 rivolta alle conseguenze dei preannunciati dazi, che molto probabilmente innescheranno una guerra valutaria tra Stati Uniti e resto del mondo. Proprio in tal senso, la Cina sta gi\u00e0 attrezzandosi per rispondere alla minaccia dell\u2019amministrazione Trump di aumentare le tariffe. Se, nel breve termine, la prio\u00adrit\u00e0 assoluta \u00e8 il sostegno alle esportazioni, nel medio termine il Paese sta lavorando a una valuta di riserva alternativa. Alla luce dei dati di crescita pi\u00f9 modesti, nel 2025, la Repubblica popolare probabilmente indebolir\u00e0 lo yuan allo scopo di mantenere stabili i prezzi dei beni cinesi in dollari, nonostante l\u2019aumento delle tariffe. La guerra commerciale tra questi due Paesi avr\u00e0 un impatto anche sull\u2019Europa, che a sua volta reagir\u00e0 probabilmente con un aumento dei dazi.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\u00c8 meno probabile, invece, che questa disputa commerciale e valutaria tra Stati Uniti e Cina \u2013 e che indirettamente coinvolger\u00e0 anche l\u2019Europa \u2013 abbia dei vincitori. Attualmente, le previsioni economiche per USA e Vecchio continente si stanno deteriorando su base settimanale anche se, tra gli aspetti positivi, c\u2019\u00e8 da registrare un\u2019attenuazione della pressione inflazionistica. Tutto ci\u00f2 rende pi\u00f9 facile per le banche centrali intervenire con un\u2019ulteriore riduzione dei tassi di riferimento, il che potenzialmente potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi delle azioni, anche se alcuni settori \u2013 come quello automobilistico \u2013 continuano a soffrire. Se la Cina sosterr\u00e0 effettivamente il dollaro, ci\u00f2 potrebbe innescare una maggiore domanda di titoli di Stato statunitensi: in questa situazione, nonostante un deficit di bilancio previsto intorno al 10% nel 2025, Trump non dovr\u00e0 affrontare un aumento dei costi finanziari.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]Donald Trump e le sue gi\u00e0 sbandierate politiche sono destinati ad accompagnarci per i prossimi quattro anni, e si profilano gi\u00e0 gli effetti negativi: battaglie commerciali, fine del multilateralismo, crisi del debito sovrano, iperinflazione, distruzione dell\u2019ordine mondiale e favoritismi per i superricchi. 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