{"id":1276,"date":"2015-02-04T16:32:14","date_gmt":"2015-02-27T16:32:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.looptec.eu\/raiffeisen-magazin\/der-euro-wird-bestand-haben-wenn-auch-zu-einem-hohen-preis-2\/"},"modified":"2015-03-18T16:28:17","modified_gmt":"2015-03-18T16:28:17","slug":"l-euro-sopravvivra-anche-se-a-un-prezzo-piu-alto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/l-euro-sopravvivra-anche-se-a-un-prezzo-piu-alto\/","title":{"rendered":"\u201cL\u2019euro sopravvivr\u00e0, anche se a un prezzo pi\u00f9 alto\u201d"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>La crisi dell\u2019euro \u00e8 fonte d\u2019incertezza tra i cittadini. Quali sono i motivi?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Kaserer.<\/span> Il termine \u201ceurocrisi\u201d \u00e8 fuorviante: in realt\u00e0, non abbiamo a che fare con la debolezza di una valuta, bens\u00ec con la questione legata alla sua sopravvivenza tra cinque anni. In tutta onest\u00e0, oggi nessuno \u00e8 in grado di dare una risposta certa. Da un lato, rilevo che gli adeguamenti dell\u2019economia reale, come l\u2019incremento della produttivit\u00e0, la riduzione del livello salariale o l\u2019abbattimento della quota statale, nei Paesi mediterranei procedono a rilento. Dall\u2019altro, a livello europeo non esiste un consenso unanime sulle modalit\u00e0 di cambiamento delle strutture istituzionali, tali da limitare la sovranit\u00e0 nazionale nella politica finanziaria e di bilancio, cos\u00ec da recuperare la fiducia dei mercati finanziari internazionali nei confronti dell\u2019euro. In tal senso, \u00e8 comprensibile che regni una certa incertezza tra la popolazione. Personalmente ritengo che l\u2019euro sopravvivr\u00e0, ma dovremo pagare un prezzo elevato, poich\u00e9 i necessari cambiamenti prenderanno piede molto lentamente e, in questa fase, non potremo attenderci una crescita economica sostanziosa, n\u00e9 tanto meno un aumento del potere d\u2019acquisto. Questa situazione si ripercuoter\u00e0 in particolar modo sugli abitanti dell\u2019Europa meridionale sotto forma di un aumento della disoccupazione e di un calo del benessere.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Le banche sono sempre pi\u00f9 sotto attacco. A ragione?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Kaserer.<\/span> Gli istituti di credito si trovano a fronteggiare una situazione difficile per tre motivi: primo, la politica di tassi bassi riduce i margini sugli interessi; secondo, a causa della persistente stagnazione, aumentano i rischi creditizi nei bilanci; terzo, la digitalizzazione incalzante sta modificando i modelli commerciali. Per contrastare i primi due fenomeni, le banche non possono fare molto, mentre temo che molte di loro non stiano lavorando coerentemente al nuovo orientamento dei modelli commerciali, anche se ci\u00f2 \u00e8 giustificabile dai numerosi problemi con cui devono combattere quotidianamente. Ci\u00f2 nonostante, vi si cela un grosso rischio la cui forza esplosiva, a mio avviso, non \u00e8 stata ancora del tutto riconosciuta. Ma \u00e8 importante non soffermarsi troppo a lungo ad analizzare la situazione passata, bens\u00ec riflettere insieme su come far riconquistare competitivit\u00e0 alle banche, perch\u00e9 una cosa \u00e8 certa: senza un settore finanziario-bancario dinamico, l\u2019Europa non sar\u00e0 in grado di preservare il suo benessere.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;]<hr class=\"black-line\"\/>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Oggi, tutti gli istituti di credito sono soggetti a vincoli molto pi\u00f9 rigidi rispetto a qualche anno fa. Ritiene che ci\u00f2 possa contribuire a risolvere l\u2019eurocrisi?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Kaserer.<\/span> La riforma della disciplina bancaria d\u00e0 sicuramente un apporto alla stabilit\u00e0 del settore, ma non ritengo che possa portare alla soluzione dell\u2019eurocrisi, per lo meno non nel breve periodo. Inoltre \u00e8 evidente che tali oneri aggiuntivi, dovuti alla nuova regolamentazione, graveranno ulteriormente sui singoli istituti. A mio parere, sarebbe ora di riflettere \u00adseriamente su cosa fare per ridare ossigeno, perlomeno, alle parti di rilevanza non sistemica del settore bancario. Fino a quando ci\u00f2 non accadr\u00e0, dovremmo rassegnarci che l\u2019accesso al credito sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile e costoso, soprattutto per le imprese pi\u00f9 modeste.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Che cosa debbono fare le piccole realt\u00e0 locali, come le Casse Raiffeisen, per preservare la fiducia dei loro clienti?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Kaserer.<\/span> Al pari di molte altre banche di piccole dimensioni, quelle cooperative non sono responsabili della crisi e non sono \u00addovute ricorrere, almeno non in misura \u00adconsiderevole, agli aiuti pubblici: ci\u00f2 garantisce loro un \u00adenorme vantaggio in termini di fiducia. Eppure, i mutamenti che stanno interessando il settore non si arresteranno di fronte a questi istituti, molto radicati sul territorio; al limite potranno subire una decelerazione. Pertanto, anche queste banche dovranno adeguare i propri modelli commerciali alle esigenze della clientela. In questo processo, per\u00f2, la vicinanza ai clienti rappresenta un vantaggio importante che non dev\u2019essere trascurato.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;]<hr class=\"black-line\"\/>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Quali compiti spettano ai Paesi mediterranei e, in particolare, all\u2019Italia, allo scopo d\u2019individuare una via d\u2019uscita dalla crisi?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Kaserer.<\/span> Negli ultimi anni, l\u2019Italia ha vissuto un drammatico collasso della sua base industriale e questa tendenza dev\u2019essere invertita. Ci\u00f2 \u00e8 possibile solo se il Paese riacquista competitivit\u00e0 a livello internazionale, agendo sulla leva della produttivit\u00e0 e sulla riduzione del costo del lavoro. Altri ambiti su cui lavorare sono il rafforzamento del settore scientifico e tecnologico, ma anche la fiducia e l\u2019efficienza delle istituzioni pubbliche. Si tratta di compiti erculei: se osserviamo quali resistenze sta incontrando il governo Renzi nell\u2019attuazione di riforme relativamente modeste, credo che dovremo attendere qualche decennio per rivedere un\u2019Italia competitiva. Questo lasso di tempo le \u00e8 concesso solo fino a quando in Europa regner\u00e0 la volont\u00e0 di proseguire con la moneta unica: nonostante tutti gli scontri verbali, sono convinto che in \u00adGermania il consenso intorno a questo tema esista e sia addirittura elevato. Al contrario, non escluderei che tra i pi\u00f9 scettici nei confronti dell\u2019euro si annoverino proprio gli italiani.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Gli interessi sui depositi hanno raggiunto minimi storici: come dovrebbe investire <\/strong><br \/>\n<strong>i propri risparmi il cittadino medio?<\/strong><br \/>\n<span class=\"interview\">Christoph Kaserer.<\/span> Gi\u00e0 qualche anno fa \u00admettevo in guardia dalla perdita di valori reali negli investimenti. Gli immobili rappresentano forse un\u2019eccezione, ma in Paesi come Germania e \u00adItalia, purtroppo, le azioni sono state spesso trascurate. I tassi bassi, invece, comportano un ritorno d\u2019interesse per il mercato azionario e, per molte ragioni, questo \u00e8 uno sviluppo positivo. Sul lungo periodo, le azioni hanno sempre dato rendimenti pi\u00f9 elevati delle obbligazioni e, proprio chi non crede alla sopravvivenza dell\u2019euro, dovrebbe \u00adpuntare su questi valori reali.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2-lines\">prof. dott. Christoph Kaserer<\/h2>\n<p>Il prof. dott. Christoph Kaserer, nato nel 1963 a Merano, \u00e8 co-direttore del Center for Entrepreneurial and Financial Studies (CEFS) e docente di gestione finanziaria e mercati dei capitali alla Technische Universit\u00e4t di Monaco (TUM). La sua attivit\u00e0 di ricerca si \u00e8 sempre incentrata sul finanziamento all\u2019impresa, sui mercati di capitale e sull\u2019intermediazione finanziaria. Dopo aver studiato economia politica all\u2019Universit\u00e0 di Vienna (1988), si \u00e8 laureato (1992) e ha ottenuto l\u2019abilitazione (1998) all\u2019ateneo di W\u00fcrzburg; nel 1999, ha assunto la cattedra di gestione finanziaria e contabilit\u00e0 all\u2019Universit\u00e9 de Fribourg, mentre dal 2005 al 2010 \u00e8 stato decano della facolt\u00e0 di scienze economiche alla TUM. A livello mondiale, \u00e8 annoverato tra i primi 200 autori scaricati dal Social Science Research Network, in tema di economia aziendale.<\/p>\n<hr class=\"green-line\" \/>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;]<div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div><div id=\"popup_default-consultant\" style=\"display:none;\"> <div class=\"brlbs-cmpnt-container brlbs-cmpnt-content-blocker brlbs-cmpnt-with-individual-styles\" data-borlabs-cookie-content-blocker-id=\"default\" data-borlabs-cookie-content=\"PGlmcmFtZSBmcmFtZWJvcmRlcj0iMCIgaHNwYWNlPSIwIiBzcmM9Imh0dHA6Ly93d3cucmFpZmZlaXNlbi5pdC9pdC9wcmF0by10dWJyZT9raWQ9MTIwL3NlcnZpY2UtcG9ydGFsL2tvbnRha3Rmb3JtdWxhci5odG1sIiBpZD0iVEJfaWZyYW1lQ29udGVudCIgbmFtZT0iVEJfaWZyYW1lQ29udGVudDQ4IiBvbmxvYWQ9InRiX3Nob3dJZnJhbWUoKSIgc3R5bGU9IndpZHRoOjc4OHB4O2hlaWdodDo1NDhweDsiPjwvaWZyYW1lPg==\"><div class=\"brlbs-cmpnt-cb-preset-a\"> <p class=\"brlbs-cmpnt-cb-description\">Stai visualizzando un contenuto segnaposto da <strong>Predefinito<\/strong>. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.<\/p> <div class=\"brlbs-cmpnt-cb-buttons\"> <a class=\"brlbs-cmpnt-cb-btn\" href=\"#\" data-borlabs-cookie-unblock role=\"button\">Sblocca il contenuto<\/a> <a class=\"brlbs-cmpnt-cb-btn\" href=\"#\" data-borlabs-cookie-accept-service role=\"button\" style=\"display: none\">Accetta il servizio richiesto e sblocca i contenuti<\/a> <\/div> <a class=\"brlbs-cmpnt-cb-provider-toggle\" href=\"#\" data-borlabs-cookie-show-provider-information role=\"button\">Ulteriori informazioni<\/a> <\/div><\/div><\/div><a href=\"#TB_inline?width=788&height=570&inlineId=popup_default-consultant\" target=\"_blank\" class=\"green-box default-consultant thickbox default-consultant\"><div class=\"green-box-title\">Ihr Ansprechpartner<\/div><div class=\"green-box-text\">Kontakte aller Raiffeisenkassen<\/div><\/a>[\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]La crisi dell\u2019euro \u00e8 fonte d\u2019incertezza tra i cittadini. Quali sono i motivi? Christoph Kaserer. Il termine \u201ceurocrisi\u201d \u00e8 fuorviante: in realt\u00e0, non abbiamo a che fare con la debolezza di una valuta, bens\u00ec con la questione legata alla sua sopravvivenza tra cinque anni. In tutta onest\u00e0, oggi nessuno \u00e8 in grado di dare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1270,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[64,66],"class_list":["post-1276","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-a-colloquio","tag-interview-it","tag-persone"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1276"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1779,"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1276\/revisions\/1779"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1270"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}