{"id":11561,"date":"2023-04-11T00:23:58","date_gmt":"2023-04-10T22:23:58","guid":{"rendered":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/?p=11561"},"modified":"2023-04-08T11:47:12","modified_gmt":"2023-04-08T09:47:12","slug":"un-contributo-concreto-alla-qualita-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazin.raiffeisen.it\/it\/un-contributo-concreto-alla-qualita-della-vita\/","title":{"rendered":"Un contributo concreto alla qualit\u00e0 della vita"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Signor K\u00fcffner, Lei \u00e8 un esperto di comunicazione che divulga le Sue conoscenze in occasione di seminari e corsi di formazione. Perch\u00e9 non dovremmo mai smettere di imparare? <\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"interview\">Moritz K\u00fcffner.<\/span> Mi ritengo un grande fan del \u201cpresente\u201d: la comunicazione, infatti, ha luogo sempre \u201cqui e ora\u201d. Dovremmo tutti avere pi\u00f9 fiducia in noi stessi e nel \u201cmomento\u201d, proprio come un musicista jazz combina le sue doti musicali con l\u2019improvvisazione creativa. Invece, in base alla mia esperienza, la maggior parte di noi \u201cagisce\u201d al di sotto del proprio potenziale, ad eccezione di alcuni talenti naturali: tutti gli altri hanno imparato a parlare, e basta. Ma la comunicazione \u00e8 molto di pi\u00f9: oltre a quella puramente verbale, ne esiste una paraverbale (tono di voce, pronuncia, volume) e una non verbale (espressioni facciali, gesti, ecc.), che determinano gran parte dell\u2019effetto che vogliamo dare alle nostre parole. \u00c8 chiaro quindi che comunichiamo con un repertorio limitato. Negli ultimi 50 anni, la ricerca ha portato alla luce un\u2019enorme quantit\u00e0 di nozioni che possiamo utilizzare nella nostra vita professionale, ma anche in ambito privato.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Lei ha coniato il termine \u201ccomunicazione cooperativa\u201d. Cosa intende di preciso?<\/h3>\n<p>La comunicazione cooperativa si basa sull\u2019idea di fondo che la qualit\u00e0 della nostra vita dipenda sempre dal benessere altrui. Nel corso della nostra esistenza entriamo in contatto con altre persone e siamo tutti reciprocamente dipendenti l\u2019uno dall\u2019altro. Poich\u00e9 la comunicazione \u00e8 il nostro elemento di collegamento, le sue caratteristiche deter- minano la qualit\u00e0 della nostra vita. Con l\u2019aiuto della comunicazione, si possono gettare ponti o, al contrario, lasciare che le persone \u201csi atrofizzino\u201d nel loro isolamento. Una volta compreso che cosa \u00e8 davvero importante, si agisce in maniera pi\u00f9 consapevole e il confronto con gli altri funziona meglio: ad es., \u00e8 possibile lavorare sulla propria capacit\u00e0 di prevenire i conflitti e riflettere meglio sulle situazioni critiche, tutte competenze che quasi nessuno ha mai appreso n\u00e9 in famiglia n\u00e9 a scuola.<\/p>\n<div id=\"gtx-trans\" style=\"position: absolute; left: -7px; top: -16.5px;\">\n<div class=\"gtx-trans-icon\"><\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<hr class=\"black-line\"\/><div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[vc_column_text]<strong>Cosa richiede una comunicazione cooperativa? <\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente una comprensione pi\u00f9 ampia del contesto generale e la volont\u00e0 di non \u201ccolpevolizzare\u201d gli altri. Una cooperazione di successo richiede una comunicazione a livello paritetico, che a sua volta si basa su strumenti quali autostima, apertura, accettazione delle diversit\u00e0 e valorizzazione. Anzich\u00e9 mettere il nostro interlocutore di fronte ad alternative, possiamo usare un linguaggio inclusivo: ciascuno ha ragione, ma dal proprio punto di vista. Ci\u00f2 richiede una certa disponibilit\u00e0 e una flessibilit\u00e0 di pensiero, che pu\u00f2 essere allenata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quindi la comunicazione pu\u00f2 essere appresa, non \u00e8 determinata esclusivamente dalla personalit\u00e0 individuale? <\/strong><\/p>\n<p>Anche in questo caso applicherei il principio inclusivo: le persone hanno predisposizioni differenti e sono socializzate in modo diverso. Tuttavia, se \u00e8 vero che \u201cpoeti si nasce, oratori si diventa\u201d, chiunque sia davvero interessato ha la possibilit\u00e0 di incrementare la propria consapevolezza e migliorare le capacit\u00e0 comunicative.<\/p>\n<div id=\"gtx-trans\" style=\"position: absolute; left: -19px; top: 247.5px;\">\n<div class=\"gtx-trans-icon\"><\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text]<hr class=\"black-line\"\/><div class=\"ult-spacer\" style=\"height:35px;clear:both;display:block;\"><\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Lei parla di due livelli di comunicazione&#8230; <\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">S\u00ec, esiste il livello fattuale e quello relazionale, l\u2019uno inscindibile dall\u2019altro. \u00c8 un grosso errore pensare che sia possibile rimanere sempre razionali e mettere a tacere le proprie emo\u00adzioni. Se raccolgo da terra una moneta da 2 euro, non posso limitarmi a prendere il lato su cui \u00e8 inciso il numero. Nella comunicazione \u00e8 lo stesso: \u00e8 impossibile separare il livello fattuale da quello relazionale. Se si manifesta un disturbo a un livello, anche l\u2019altro ne risentir\u00e0. I fatti, poi, difficilmente \u201carrivano\u201d davvero all\u2019interlocutore, se non in minima parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Cosa si pu\u00f2 fare per contrastare modelli comportamentali e conflitti distruttivi?<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">Con un approccio e un\u2019azione cooperativi, si pu\u00f2 cambiare il proprio atteggiamento interiore e trasformare in meglio ogni situazione spiacevole, concentrandosi sulle cause e non sui sintomi. Purtroppo, nelle conversazioni, tendiamo a foca-lizzarci sui problemi e insistiamo sui differenti punti di vista. Per comprendere cosa intende veramente chi ci sta di fronte, dobbiamo prima ascoltarlo attentamente e quindi capire come passare dal problema alla soluzione, senza che per questo qualcuno debba \u201cperderci la faccia\u201d. \u00c8 un\u2019abilit\u00e0 che si pu\u00f2 apprendere.<\/p>\n<div id=\"gtx-trans\" style=\"position: absolute; left: 464px; top: 295.5px;\">\n<div class=\"gtx-trans-icon\"><\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>E-mail, WhatsApp e messaggi vocali hanno cambiato radicalmente il nostro modo di comunicare&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>La digitalizzazione \u00e8 sia una benedizione che una maledizione. Se \u00e8 vero che offre molti vantaggi a livello fattuale, dove c\u2019\u00e8 poco spazio per l\u2019interpretazione, come nella divulgazione rapida delle informazioni, non \u00e8 affatto adeguata alla gestione di messaggi o notizie che mettono a repentaglio il livello relazionale, perch\u00e9 lascia il campo libero a fraintendimenti e provocazioni. In questi casi, si dovrebbe alzare il telefono o, meglio ancora, cercare un dialogo a tu per tu: la comunicazione \u00e8 per sua natura reciproca, un flusso di dare e avere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 darci qualche consiglio per migliorare l\u2019interazione con gli altri?<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019attuale mondo del lavoro, l\u2019ascolto attivo \u00e8 un\u2019abilit\u00e0 spesso sottovalutata, purtroppo anche dai dirigenti. Inoltre, bisogna sempre tenere presente che non si pu\u00f2 controllare tutto, nemmeno in una conversazione. Chi riesce ad ampliare le proprie abilit\u00e0 comunicative, compresa la capacit\u00e0 di gestire paura e rischio, rimane padrone di s\u00e9 anche in situazioni conflittuali.<\/p>\n<div id=\"gtx-trans\" style=\"position: absolute; left: 324px; top: 271.5px;\">\n<div class=\"gtx-trans-icon\"><\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"p1\"><span class=\"s1\">CENNI BIOGRAFICI<\/span><\/h2>\n<div id=\"gtx-trans\" style=\"position: absolute; left: -6px; top: -2px;\">\n<div class=\"gtx-trans-icon\"><\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Dopo gli studi in Scienze della comunicazione alla Ludwig-Maximilians-Universit\u00e4t di Monaco di Baviera, dal 2004 conduce seminari in tale ambito e in quello dello sviluppo personale, oltre a lavorare come moderatore e aver svolto docenze in cinque atenei tedeschi. Nei suoi corsi insegna l\u2019approccioolistico della \u201ccomunicazione cooperativa\u201d, che comporta il riconoscimento degli ostacoli nel pensiero, il miglioramento dell\u2019interazione con gli altri e il supera\u00admento di situazioni critiche.[\/vc_column_text]<hr class=\"green-line\"\/>[\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text] Signor K\u00fcffner, Lei \u00e8 un esperto di comunicazione che divulga le Sue conoscenze in occasione di seminari e corsi di formazione. Perch\u00e9 non dovremmo mai smettere di imparare? Moritz K\u00fcffner. Mi ritengo un grande fan del \u201cpresente\u201d: la comunicazione, infatti, ha luogo sempre \u201cqui e ora\u201d. 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